Con questo libro, Quirino Principe offre al lettore la propria nuova traduzione del libretto d'opera di Lohengrin con il testo originale di Richard Wagner a fronte, aggiungendo testo e traduzione dei due celebri "scarti" (non meno importanti né meno belli dell'intero testo per così dire canonico), ossia la seconda parte del racconto di Lohengrin, la preghiera di lui sulla navicella alla fine dell'opera (una preghiera che nella versione definitiva e a tutti nota è "muta") e, curiosità per eccellenza, l'addio al cigno pronunciato da Goffredo di Brabante, personaggio che nel definitivo disegno drammaturgico di quest'opera è interpretato da un mimo, poiché non parla e, naturalmente, non canta. Al libretto, Principe fa seguire un saggio che raccoglie il maggior numero possibile di notizie su Lohengrin, in rapporto con l'estensione di questo volume, e un contesto di considerazioni che costituiscono l'essenza di una lunga riflessione dedicata, nel corso di tutta una vita, a Wagner. Per la prima volta Wagner assoggetta agli incanti della sua invenzione musicale la poesia bretone e il mondo di re Artù, di Gawain, di Tristano e Isotta, di Parsifal. Figlio di Parsifal è appunto Lohengrin. Questo libro non è una guida all'ascolto, guidare all'ascolto presuppone un "saperne di più". Qui invece si vuole dare a chi legge il maggior numero possibile di strumenti affinché la lettrice o il lettore possano costruirsi un giudizio. Con queste pagine viene soltanto aperta la porta della sala d'audizione. Il resto è un compito (credete: affascinante) che tocca a chi voglia fruire di ciò che qui viene offerto.