C'è chi l'ha definita una generazione di "bamboccioni", che ancora a trent'anni pesa sulla famiglia d'origine. Certo è che, nella maggioranza dei casi, i giovani di oggi hanno ricevuto molto dai genitori; quello che spesso però viene dimenticato è che probabilmente e non per loro volontà questi ragazzi non avranno la possibilità di fare altrettanto per i propri figli. Quando studiare diventa l'unico lavoro possibile, l'impegno gratuito quotidiano o lo sfruttamento la sola moneta con cui la società odierna ripaga chi non si piega ai biechi compromessi di un universo fatto di raccomandati, anziani dirigenti incollati alla poltrona e favoritismi neanche troppo mascherati, quale speranza ci può essere per chi, preparato e munito di buona volontà, vorrebbe entrare a far parte del mondo del lavoro?