Le Ragioni Del Gruppo - Meloni Lucilla | Libro Postmedia Books 03/2020 - HOEPLI.it


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meloni lucilla - le ragioni del gruppo

LE RAGIONI DEL GRUPPO UN PERCORSO TRA GRUPPI, COLLETTIVI, SIGLE, COMUNITA' NELL'ARTE IN ITALIA DAL 1945 AL 2000




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Pubblicazione: 03/2020





Trama

Quanti artisti che lavorano in coppia o in gruppo vi vengono in mente? Questo libro propone un percorso storico, dal secondo dopoguerra al Duemila, che attraversa la fenomenologia dell'arte di gruppo, inteso come formazione definita dall'adesione dei singoli membri a un'ipotesi fondativa di natura collettiva. Il lavoro di gruppo, che esplode con le avanguardie storiche del Novecento, appare come il segno del moderno e verrà interpretato, nel bene e nel male, come portatore di ideologie. Se la prima caratteristica dell'arte di gruppo consiste nell'affermazione di un impianto programmatico, reso pubblico attraverso manifesti e dichiarazioni di poetica firmati collettivamente e nella sua storia la critica per solito non è protagonista del suo atto di fondazione, nel corso del tempo la sua fenomenologia si modifica profondamente.




Note Libraio

Questo libro propone un percorso storico, dal secondo dopoguerra al Duemila, che attraversa la fenomenologia dell'arte di gruppo, inteso come formazione definita dall'adesione dei singoli membri a un'ipotesi fondativa di natura sempre collettiva. Il lavoro di gruppo, che esplode con le avanguardie storiche del Novecento, sebbene alcuni sodalizi abbiano trovato luogo anche precedentemente, appare come il segno del moderno e verrà interpretato, nel bene e nel male, come portatore di ideologie. Se la prima caratteristica dell'arte di gruppo consiste nell'affermazione di un impianto programmatico, reso pubblico attraverso manifesti e dichiarazioni di poetica firmati collettivamente e nella sua storia la critica per solito non è protagonista del suo atto di fondazione, nel corso del tempo la sua fenomenologia si modifica profondamente. Vengono anche trattati, nei diversi capitoli, gli spazi autogestiti collettivamente dagli artisti, che hanno svolto un importante ruolo di aggregazione. Nel tempo cambiano anche le modalità di autopresentazione: al manifesto pubblicato in catalogo, alle dichiarazioni distribuite in occasione degli eventi espositivi, scelte comunicative che legano ancora alle avanguardie storiche i gruppi degli anni Cinquanta e Sessanta, si sostituisce l'azione diretta poetico-politica degli anni Settanta. Il titolo del libro è mutuato dall'articolo di Giulio Carlo Argan: Le ragioni del gruppo, apparso su "Il Messaggero" nel 1963. Argan, che aveva individuato nel gruppo una risposta adeguata alla massificazione dell'individuo operata dalla società a capitalismo avanzato, società delle immagini e dei consumi, dell'idea di gruppo fu, tra gli storici e i critici dell'epoca, il maggiore sostenitore. Il titolo dunque è anche un omaggio alla figura del grande storico dell'arte. Il nesso che accomuna realtà così diverse sia dal punto di vista ideale, che per gli esiti formali, è rintracciabile in primis nel desiderio del singolo autore di aprirsi all'avventura di un'esperienza condivisa, dove l'"io" lascia ilQuesto libro propone un percorso storico, dal secondo dopoguerra al Duemila, che attraversa la fenomenologia dell'arte di gruppo, inteso come formazione definita dall'adesione dei singoli membri a un'ipotesi fondativa di natura sempre collettiva. Il lavoro di gruppo, che esplode con le avanguardie storiche del Novecento, sebbene alcuni sodalizi abbiano trovato luogo anche precedentemente, appare come il segno del moderno e verrà interpretato, nel bene e nel male, come portatore di ideologie. Se la prima caratteristica dell'arte di gruppo consiste nell'affermazione di un impianto programmatico, reso pubblico attraverso manifesti e dichiarazioni di poetica firmati collettivamente e nella sua storia la critica per solito non è protagonista del suo atto di fondazione, nel corso del tempo la sua fenomenologia si modifica profondamente. Vengono anche trattati, nei diversi capitoli, gli spazi autogestiti collettivamente dagli artisti, che hanno svolto un importante ruolo di aggregazione. Nel tempo cambiano anche le modalità di autopresentazione: al manifesto pubblicato in catalogo, alle dichiarazioni distribuite in occasione degli eventi espositivi, scelte comunicative che legano ancora alle avanguardie storiche i gruppi degli anni Cinquanta e Sessanta, si sostituisce l'azione diretta poetico-politica degli anni Settanta. Il titolo del libro è mutuato dall'articolo di Giulio Carlo Argan: Le ragioni del gruppo, apparso su "Il Messaggero" nel 1963. Argan, che aveva individuato nel gruppo una risposta adeguata alla massificazione dell'individuo operata dalla società a capitalismo avanzato, società delle immagini e dei consumi, dell'idea di gruppo fu, tra gli storici e i critici dell'epoca, il maggiore sostenitore. Il titolo dunque è anche un omaggio alla figura del grande storico dell'arte. Il nesso che accomuna realtà così diverse sia dal punto di vista ideale, che per gli esiti formali, è rintracciabile in primis nel desiderio del singolo autore di aprirsi all'avventura di un'esperienza condivisa, dove l'"io" lascia ilQuesto libro propone un percorso storico, dal secondo dopoguerra al Duemila, che attraversa la fenomenologia dell'arte di gruppo, inteso come formazione definita dall'adesione dei singoli membri a un'ipotesi fondativa di natura sempre collettiva. Il lavoro di gruppo, che esplode con le avanguardie storiche del Novecento, sebbene alcuni sodalizi abbiano trovato luogo anche precedentemente, appare come il segno del moderno e verrà interpretato, nel bene e nel male, come portatore di ideologie. Se la prima caratteristica dell'arte di gruppo consiste nell'affermazione di un impianto programmatico, reso pubblico attraverso manifesti e dichiarazioni di poetica firmati collettivamente e nella sua storia la critica per solito non è protagonista del suo atto di fondazione, nel corso del tempo la sua fenomenologia si modifica profondamente. Vengono anche trattati, nei diversi capitoli, gli spazi autogestiti collettivamente dagli artisti, che hanno svolto un importante ruolo di aggregazione. Nel tempo cambiano anche le modalità di autopresentazione: al manifesto pubblicato in catalogo, alle dichiarazioni distribuite in occasione degli eventi espositivi, scelte comunicative che legano ancora alle avanguardie storiche i gruppi degli anni Cinquanta e Sessanta, si sostituisce l'azione diretta poetico-politica degli anni Settanta. Il titolo del libro è mutuato dall'articolo di Giulio Carlo Argan: Le ragioni del gruppo, apparso su "Il Messaggero" nel 1963. Argan, che aveva individuato nel gruppo una risposta adeguata alla massificazione dell'individuo operata dalla società a capitalismo avanzato, società delle immagini e dei consumi, dell'idea di gruppo fu, tra gli storici e i critici dell'epoca, il maggiore sostenitore. Il titolo dunque è anche un omaggio alla figura del grande storico dell'arte. Il nesso che accomuna realtà così diverse sia dal punto di vista ideale, che per gli esiti formali, è rintracciabile in primis nel desiderio del singolo autore di aprirsi all'avventura di un'esperienza condivisa, dove l'"io" lascia il







Altre Informazioni

ISBN:

9788874902545

Condizione: Nuovo
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 320






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