Il saggio mette in dialogo le figure di Edith Stein ed Etty Hillesum nel contesto dell'Europa tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, segnato dall'ascesa del Nazismo e dalla persecuzione degli ebrei. Attraverso l'analisi delle opere filosofiche, pedagogiche e delle conferenze di Edith Stein e delle lettere e dei quaderni del Diario di Etty Hillesum, il volume ricostruisce due percorsi umani e intellettuali diversi ma profondamente convergenti. Entrambe, vittime della deportazione ad Auschwitz a un anno di distanza l'una dall'altra, testimoniano una straordinaria forza interiore e una resilienza spirituale che continua a interrogare il presente.