Le parole fanno davvero buchi. Li fanno eccome. Ne possono addirittura provocare, se bene affilate, di ben peggiori rispetto a quelli lasciati da qualsiasi percossa fisica. In un tempo che potrebbe essere ieri, oggi ma anche domani, e in un luogo che potrebbe essere dovunque, persino casa nostra, nel loro breve dialogo che rischia ad ogni passo di deragliare verso l'assurdo, quello che il quistionante e il forèsto con impeto incalzante e gustose contorsioni sofistiche finiscono per dimostrare è proprio questo: che la parola è un'arma da maneggiare con cura, che sotto la sua apparente natura innocua si annidano radici di conflitti e bombe a orologeria, ma anche chiavi per soluzioni e germogli di speranza. Una verità sotto gli occhi di tutti e malauguratamente fin troppo ignorata.