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cognetti paolo - le otto montagne

LE OTTO MONTAGNE




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore: Einaudi
Pubblicazione: 10/2016
Edizione:





Multimedia





Note Editore

Vincitore Premio Strega 2017

Le otto montagne è un libro di Paolo Cognetti che racconta la storia di una particolare amicizia nata ai piedi del Monte Rosa tra Pietro, ragazzino di città, e Bruno, suo coetaneo che vive a Grana. Sarà proprio questo paesino di montagna il luogo in cui coltiveranno la loro amicizia durante le estati, periodo in cui la famiglia di Petro si trasferisce lì per le vacanze. Crescendo, i due protagonisti prenderanno strade diverse e si allontaneranno, ma la vita li farà rincontrare più uniti di prima. Un libro che vi farà innamorare della montagna, come metafora della vita.




Prefazione

«Abitare in montagna mi ha messo voglia di scrivere, i luoghi cambiano i modi del sentimento e anche le parole. Sto qui da otto anni e so che esiste l'egoismo della solitudine: lo riconosci e ne prendi atto senza sentirti troppo figo perché hai scelto le vette, questa per è modestia […] La mattina presto scrivo, poi cammino sulla montagna, mangio qualcosa, la sera scrivo ancora e leggo». Paolo Cognetti

«Le otto montagne, in fondo parla anche di questo: della fragilità dentro un mondo di pietra e ghiaccio. E di padri, di figli. Dell'amicizia che i maschi non sanno dirsi, perché non le parole giuste o forse per troppo pudore. Questo libro nasce col respiro lungo di un classico, quasi un meteorite di altri tempi dentro un universo a volte in fuga dai grandi temi.» Maurizio Crosetti, «la Repubblica»




Trama

Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.




Autore

Paolo Cognetti (Milano, 1978) ha realizzato per minimum fax la serie Scrivere / New York, nove puntate su altrettanti scrittori newyorkesi, da cui è tratto il documentario Il lato sbagliato del ponte, viaggio tra gli scrittori di Brooklyn. La sua passione per New York si è concretizzata in due guide: New York è una finestra senza tende (Laterza 2010) e Tutte le mie preghiere guardano verso ovest (edt 2014). Per Einaudi ha curato l'antologia New York Stories (2015) e ha pubblicato il romanzo Le otto montagne (2016).




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Altre Informazioni

ISBN: 9788806226725
Collana: SUPERCORALLI
Formato: Rilegato
Pagine Arabe: 200





I vostri commenti al Libro

2 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5


13/04/2017
Voto: 5 / 5

Bello, bello, bellissimo. Anche per chi non ama la vita di montagna questo racconto é meraviglioso. Lo si legge d'un fiato e lascia una gran voglia di correre in montagna.


29/05/2017
Voto: 5 / 5

I profili delle cime, erosi dall’azione delle piogge e dei venti, il ghiacciaio, testimonianza delle nevi d’inverni centenari, l’acqua sorgiva che, sotto forma di torrente, attraversa il pendio fino a valle, offrendo alle trote piccoli ristagni in cui cacciare. Questi sono i tratti del protagonista del romanzo di Paolo Cognetti, che non si limita a far da sfondo alle vicende narrate, ma che diventa parte attiva, pulsante e mutevole della trama. Sono gli alpeggi ed i boschi di conifere ad accogliere le esperienze, le scoperte e la neonata amicizia tra Pietro e Bruno, a cui il monte assiste dall’alto, come fosse il narratore della storia. Bruno, indomito e “selvatico”, sembra possederne pienamente l’essenza, respirandola a pieni polmoni ed istaurando un rapporto quasi simbiotico; Pietro invece ne subisce l’attrazione magnetica, cogliendone la potenza e la bellezza aspra, a tratti struggente: il lettore condivide il suo sgomento dinnanzi a quei giganti rocciosi, magistralmente descritti dall’autore, il quale riesce ad evocarne l’atmosfera senza rallentare il ritmo narrativo. Desiderosi di sfuggire all’eventualità di riflettere, preferiamo lo stordimento che provocano la fretta ed i mille impegni che affollano le nostre giornate: Paolo Cognetti conduce il lettore alla riscoperta della bellezza e della piacevolezza del silenzio, che regna incontrastato sui rilievi e le valli. Se per Mario Rigoni Stern la preghiera consiste nello stare in silenzio in un bosco, in questo caso è invece una scalata senza sosta né riposo per raggiungere l’agognata vetta. Il romanzo è un punto d’osservazione privilegiato su un paesaggio affascinante e misterioso, lontano dalla frenesia della città e dalle altezze artificiali dei grattacieli metropolitani. “Le otto montagne” è una lettera d’amore indirizzata alla montagna, che contemporaneamente attrae e inquieta, ed un invito a considerarla un rifugio meditativo ed un mezzo per entrare in comunione con la natura.






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