In queste pagine i cimiteri diventano case della memoria, luoghi di relazione dove chi resta continua ad amare. Incontri e voci raccolte accanto a una tomba: madri, padri, amanti, figli rimasti. Ognuno racconta la propria perdita con parole semplici e necessarie, affidandomi ciò che resta dell'amore dopo l'assenza: c'è chi torna ogni giorno e chi solo quando il dolore lo permette; chi piange, chi sorride, chi continua a parlare con chi non c'è più, perché in fondo non ha mai smesso di esserci. Questo libro nasce da un silenzio che chiede di essere ascoltato. Nei cimiteri, luoghi della fine per definizione, ho scoperto invece spazi di presenza, di dialogo e di vita che continua sotto altre forme. Fermandomi davanti a lapidi sconosciute, senza domande né aspettative, ho lasciato che fossero le persone a parlare. E hanno parlato.