«La nostra» affermai solennemente «sarà la storia di un gruppo di amici che prova a farsi valere, superando pericoli e difficoltà, prima di sapere che cazzo sta facendo davvero.»
Quattro amici adolescenti in una torrida estate di noia. È il 1985 e Badiascarna è un borgo in Toscana, dove la Ditta, una centrale geotermica, ha dato lavoro a tanti, casette operaie tutte uguali, un po’ di prosperità prima della tosse, di quella ragnatela nei polmoni che fa ammalare tutti, la maledizione dell’amianto che annulla ogni futuro.
Il padre di Sauro, Rino, è malato, e in pensionamento forzato. Un uomo finito, duro e intransigente che non ammette le leggerezze e i sogni dell’adolescenza. Sauro invece prega davanti al suo poster di David Bowie, e vive la sua età con i suoi amici, Momo, Trifo, il Dottore, Bea. C’è un gruppo punk da formare, per riempire il tempo assonnato dell’estate, un mattatoio come sala prove, momenti dilatati, le amicizie e i turbamenti. Bea ha i capelli color della paglia, basta quello.
La storia di Sauro è una storia di cambiamenti e di identità. Cacciato dal padre, torna a Badiascarna dopo vent’anni per ritrovare tutto uguale, e sé stesso diverso. La nostalgia dell’adolescenza è macchiata dal dolore, dal tradimento, dal trauma di fatti che lasciano il segno. Ci si è ricostruiti lontani da lì, dalla contaminazione del cuore e dei polmoni, una donna, un progetto di vita, un albero da salvare in città.
Poi ci si riscopre adolescenti in un rancore antico verso chi ha ferito, senza un perché, roba da vecchi matti. Ma il tempo della maturità è anche quello dell’ascolto, della redenzione, del perdono.
Perché ci sono ancora ore da recuperare per mettere a posto la propria vita, fare i conti col ricordo e col rimpianto, accettare ciò che non è stato. In un dialogo da passato e presente, si scopre il valore del riscatto, dai propri errori e dagli altrui silenzi. Prima che l’amianto cancelli anche la memoria.
Le nostre ore contate è un romanzo che ha tante anime, e chi legge assapora il senso di un dolore lontano che è intriso di malinconia e di violenza. C’è la musica a dare un significato a un’età che è alla ricerca di qualcosa in cui credere, c’è la consapevolezza della vita e il senso incombente della morte per un adulto che deve chiudere i conti col passato, accettando quello che è diventato. Romanzo intenso, Le nostre ore contate di Marco Amerighi va oltre il racconto denuncia per diventare opera umana di grande potenza.
e così veniamo avanti
simili in tutto a quelli di ieri
aggrappati a un’immagine
condannata a descriverci
(le nostre ore contate- massimo volume)
Recensione di Francesca Cingoli