In questo nuovo romanzo breve, Yolaine Destremau avvolge il lettore in una spirale in cui l'ambiguità, come in un thriller di Hitchcock, si insinua silenziosamente, portando la protagonista - una donna in fuga, toccata dalla grazia della maternità - a un confronto con le sue angosce più profonde, mentre i confini fra realtà e allucinazione, tra verità e follia, si fanno sempre più labili, sfumati, incerti. Nelle parole dell'autrice: «Volevo che si seguisse Lucile in ogni suo minimo movimento, nei suoi dubbi e nelle sue paure. Nell'amore materno e tormentato che è il cuore di questo libro».