Gli etnologi, a partire da Ruth Landes, Roger Bastide, Pierre Verger, hanno studiato il candomblé – la religione afro-americana che, fin dai tempi della schiavitù si è diffusa da Bahia al resto del Brasile, caratterizzando e colorando una cultura in continua e perenne trasformazione – cercando di "entrare" nel mondo magico e segreto dei riti, delle iniziazioni, dei sacrifici. Mai però, a parlare sono stati chiamati loro, i protagonisti, gli iniziati del candomblé, che in questo saggio-esperimento parlano in prima persona dei propri drammi interiori, della propria iniziazione, della difficoltà di conciliare il ruolo magico-religioso – da tenere talvolta nascosto –, con quell'altro, ufficiale, assegnato loro dalla vita civile, quando non dall'Accademia. Il risultato è una "polifonia", un "giornale" (l'antropologia del futuro?) che tratta di vari argomenti, e secondo diverse prospettive. Vi è la riflessione, la cronaca, la storia: tutto raccontato da testimoni autorevoli.