In uno spazio rarefatto e metafisico, due coppie di coniugi vivono da quasi un decennio in case vicine. Le loro giornate sono scandite dai ritmi naturali di un albero di gelso i cui fiori bianchi, cadendo, emanano un profumo intenso, irritante, che confonde le menti. I quattro si spiano, si sospettano, fanno gli stessi sogni, vivono come sonnambuli, ciascuno preso dalle proprie ossessioni, si parlano senza sentirsi, senza capirsi, a vuoto. La prima coppia ha una figlia adolescente, mentre la seconda non ha bambini. I rapporti di buon vicinato, tuttavia, diventano disastrosi quando, trasversalmente alle due coppie, si consuma un adulterio.