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“I
segnali mendaci delle lucciole: quello e nient'altro sapeva dell'amore.”
Bestseller da milioni di copie, tradotto in 42 lingue, La
ragazza della palude di Delia Owens è entrato di prepotenza nella
categoria dei casi editoriali mondiali, con risultati incredibili per un
romanzo di esordio.
È la storia di Kya, abbandonata bambina, prima dalla madre,
in fuga dal marito ubriacone e violento, poi a uno a uno dai fratelli, e infine
anche dal padre, sparito nel nulla. Kya si ritrova sola, nella baracca della
palude di Barkley Cove, che si affaccia sull’oceano. Siamo nella Carolina del
Nord negli anni 50.
Kya sopravvive, badando a se stessa, giorno dopo giorno, una
vita da selvaggia, mangiando come e quando può, scappando dai servizi sociali
che la cercano, tenendosi lontana da tutti, nascosta nel buio del pantano.
A Barkley Cove tutti conoscono la storia della “ragazza
della palude”, e Kya è disprezzata, considerata sporca, pericolosa, una bestia:
nelle rare visite in paese, Kya è guardata con ribrezzo, la gente si scosta al
suo passaggio. Con la sua salopette lurida, a piedi nudi, con i capelli
aggrovigliati, Kya è la diversa, derisa dai bambini, evitata dagli adulti.
Solo una coppia di coloured, Jumpin’ e Mabel, ha cuore di
aiutarla, regalandole vestiti e cibo, dandole il calore di un abbraccio, mentre
il ragazzino Tate, amico del fratello, le insegna a leggere e la accompagna per
un po’ tra canali e canneti.
Kya cresce, forte e sicura nella sua solitudine, immersa in
una natura che la avvolge e nel pantano della palude che la nasconde. È un
mondo selvatico che le parla, attraverso i suoni e i colori: nel fango
inospitale in cui vive, Kya impara a decifrare i segni della natura, a seguirne
i cicli, a giocare con conchiglie e piume di uccelli, a studiare i
comportamenti degli animali prima di quelli degli uomini, a seguire i voli
delle lucciole. La palude è la sua casa, la sua scuola, la sua protettrice. Kya
è un’autodidatta della vita, e nel pantano, reale e metaforico, nel quale si
trova a vivere, tra ombre e luci, bellezza e squallore, impara anche l’amore.
“Sbucò
sulla spiaggia spoglia dove il mare la aspettava a braccia aperte e il vento le
sciolse i capelli quando si arrestò sulla linea di marea. Sul punto di
piangere, come lo era stata per tutto il giorno.
Sovrastando il ruggito delle onde, Kya chiamò i gabbiani.”
Diventata una bella adolescente, Kya è oggetto di attenzione
da parte dei giovani del paese, stuzzicati dall’idea della ragazza libera e
selvatica, soprattutto Chase Andrews, il quarterback, il ragazzo di buona
famiglia, il rubacuori del gruppo.
Quando il corpo di Chase viene trovato nella palude, immerso
nel fango e senza vita, tutti gli occhi del paese si puntano su Kya,
considerata responsabile della sua morte. Il processo che la mette alla sbarra
porta a galla tutte le dinamiche sociali malate e retrograde e i sospetti della
comunità.
Di fondo c’è il tema della diversità che diventa crimine: negli
anni 50, quando le persone di colore non avevano accesso ai locali pubblici e
non potevano sedere accanto ai bianchi, Kya è parimenti isolata e respinta, vittima
di pregiudizi razziali che non accettano il diverso, a cui lei risponde con una
solitudine muta, rabbiosa e orgogliosa di fronte alla morale degli uomini così
rozza rispetto a quella degli animali.
La ragazza della palude è un romanzo insolito e molto
suggestivo, a metà tra thriller e racconto naturalistico: Delia Owens è una
zoologa esperta che riesce con maestria e lirismo a raccontare il rapporto uomo-natura,
a rendere vivida e pulsante la relazione di Kya con il contesto che la circonda
e che le appartiene. Lo fa con sentimento e con delicatezza, dipingendo a
tratti decisi una natura di bellezza travolgente, inserendo nella narrazione
momenti di poesia intensi. Delia Owens ha la capacità di fondere la perizia da
documentarista con la grazia da poetessa e il risultato è un felice e seducente
inno alla natura.
“A
volte sentiva rumori notturni che non conosceva o sobbalzava per lo scoppio di
un fulmine troppo vicino, ma ogni volta che inciampava, la terra era lì ad
accoglierla, finché alla fine, senza dire nulla, il dolore al cuore se ne andò,
come acqua infiltrata nel la sabbia. Sempre lì, ma molto, molto in fondo. Le
mani appoggiate su quella terra umida e palpitante; e il pantano diventò sua
madre.”
Spinto dal passaparola mondiale, sostenuto dalle community di
lettura, tra cui quelle dell’attrice Reese Whiterspoon e della duchessa Camilla
Parker Bowles, la storia di Kya e della sua lotta per la sopravvivenza e la
libertà, tra lucciole e gabbiani, sarà presto un film.


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