Il saggio è dedicato ad un tema originale e sinora mai affrontato dalla critica: la forma della mano e i gesti aiutano a comprendere, secondo Gabriele d'Annunzio, il carattere di un individuo. Nel volume si ricostruisce il percorso mentale e artistico che ha portato il poeta prima ad interessarsi alla mano e poi a renderla uno dei topoi centrali della sua opera senza dimenticare di inquadrare il tema nel contesto letterario europeo tra Otto e Novecento e di indicare i possibili modelli compresi quelli da altre arti, come la pittura. Per questo interesse per lo studio del personaggio, possiamo considerare d'Annunzio uno dei precursori del genere psicologico almeno in Italia.