La vita, grossomodo, scorre simile a un fiume: piccole deviazioni, qualche detrito qua e là, ogni tanto una pioggia improvvisa a gonfiare le acque che, presto o tardi, tornano al livello di prima. A volte, però, arriva una cascata, rapida e improvvisa, che stravolge tutto e lo fa precipitare. Massimiliano si sente così quando scopre di essere malato: come se stesse annegando all'improvviso. Lui che, tra l'altro, non ha mai imparato a nuotare, galleggiando a malapena nel fiume di un'esistenza che gli è sempre stata un po' antipatica. È uno dei pochi nichilisti del nostro tempo, potremmo dire così, e da bravo nichilista lui la vita, anziché celebrarla, la sfida, la prende in giro, ne ride insieme ai Cavalieri della Miseria, quei buffi e cinici amici di sempre che lo trascinano in mille peripezie dagli echi fantozziani, ambientate nella Milano dei primi anni Duemila. Mentre la malattia avanza, questo rapporto con l'esistenza prende una forma diversa, fatta di risentimento, urgenza, pace, delusione, accettazione. Per approdare infine alla domanda più importante di tutte: cosa conta davvero, per noi?