Il diario, scritto nell'inverno del 1916 dal nonno materno di Riccardo Crocetti, Giovanni Calebotta, ritrovato e tradotto dal croato dal nipote agli inizi degli anni 2000, narra la terribile esperienza vissuta dall'autore come prigioniero austriaco durante la Prima guerra mondiale. Il racconto inizia nell'ottobre del 1915, quando Calebotta è già prigioniero dei serbi a Paracin, in Serbia, e si appresta a intraprendere quella che veniva definita come "La Marcia della morte" verso l'Albania. Il diario descrive con vivida crudezza le condizioni estreme affrontate dai prigionieri durante la marcia attraverso il percorso tra Serbia, Kosovo e Albania: fatica, fame incessante, freddo pungente, pioggia continua... Viene raccontata la ricerca disperata di cibo, lo scambio di indumenti per ottenere un pezzo di pane, l'acqua contaminata e la morte per stenti di numerosi compagni.