Una vita vissuta all'insegna della straordinarietà, passando attraverso il comune denominatore del dolore. Il primo contatto angelico verso i quattro-cinque anni. Angeli che l'autrice chiama affettuosamente PUPI e che diventano i suoi compagni di gioco, sorreggendola nei momenti più tristi e bui, che segnano il suo percorso esistenziale. La consapevolezza, difficile tuttavia da acquisire che lo straordinario ha fatto il suo ingresso nella quotidianità. Imparare dopo tanto a convivere con tutto ciò che non si può spiegare con i ragionamenti "normali", ma che va al di là, per dare valore e significato ad una vita straordinaria.