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dare' abi - la ladra di parole

LA LADRA DI PAROLE




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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Nord

Pubblicazione: 05/2021
Edizione:





RECENSIONE

“L'istruzione è la tua voce, bambina. Parla per te anche se non apri la bocca. Parla finché Dio non ti chiama per andare da lui.”

 

Il romanzo di esordio di Abi Daré, nata in Nigeria, residente in Inghilterra, ha la crudeltà e l’orrore della realtà: la voce di Adunni, quattordicenne nigeriana del villaggio di Ikati, è la voce di tante donne segnate da un destino che non hanno scelto.

Adunni ha imparato dalla mamma che l’istruzione è l’arma più preziosa per una donna: studiare vuol dire riscattarsi da un futuro in cui si è merce di scambio, per un matrimonio che porti soldi alla famiglia, e figli maschi al marito. Altro non c’è, solo l’istruzione garantisce una possibilità per costruirsi un domani.

Ma quando la mamma muore, il padre di Adunni non rispetta la promessa che le aveva fatto, di far continuare gli studi alla figlia: spinto dalla necessità di denaro, la dà subito in sposa, quattordicenne, al vecchio Morufu, che è un taxista e paga bene per portarsi a casa la bambina, e farne la sua terza moglie.

 

“Da oggi e per sempre, questa è tua moglie, ti appartiene. Fanne ciò che vuoi. Usala finché non sarà inutilizzabile! Che possa non dormire mai più in casa di suo padre!”

 

Silenzio e sottomissione: è questo che chiede Morufu, insieme al resto, alla brutalità che perpetra sul corpo di una bambina, perché è suo possesso. E, accanto a quella del corpo, la schiavitù della mente è proprio questo, essere indotti a credere che è la cosa migliore per sé, essere una moglie sottomessa a un marito padrone disumano, un corpo per soddisfarlo e partorirgli figli, perché con i soldi ricevuti la propria famiglia si può permettere di mangiare bene e comprare un divano.

Ma c’è anche altro sulla strada di Adunni, che si ritrova per una serie di sconvolgimenti scioccanti, domestica a Lagos: una città, piena di macchine, di negozi, di confusione, una realtà di ricchezza e modernità che a una donna bambina riserva lo stesso sfruttamento.

Nella casa dell’imprenditrice Big Madam, donna crudele e volgare, Adunni è una schiava senza catene, denutrita, soggetta a soprusi, pestata a sangue, vittima delle attenzioni del padrone di casa.

Ingenua ma determinata a far sentire la sua voce, Adunni legge di nascosto, nella grande biblioteca della casa di Big Madam: studia i fatti della Nigeria, impara il dizionario Collins. Perché lei lo sa, che dentro ai libri può trovare la risposta della sua emancipazione, e della libertà.

E non si ferma mai dal fare domande, anche quando riceve botte in risposta, perché vuole sapere, capire la realtà che le ragazze come lei sono costrette ad affrontare.

 

“Io voglio una voce forte, una voce che la sentono tutti. Voglio che entro in un posto e le persone mi sentono, anche prima che ho aperto la bocca. Nella vita voglio aiutare tante persone, così, quando divento vecchia e muoio, vivo ancora nelle persone che ho aiutato.”

 

E quando all’orizzonte, appare la possibilità di tornare a studiare, grazie a una borsa di studio, Adunni si aggrappa a quella possibilità, forte della sua determinazione e della sua volontà di cambiare il corso della sua vita.

 

La ladra di parole è una lettura di umanità disperata, di semplicità e di dolcezza, un libro di denuncia alla società del patriarcato, rea di rubare i sogni con la realtà più dura, negando alle donne i diritti più umani e essenziali: per farlo, utilizza le parole di una bambina e fa sentire l’orrore, la violenza di una ribellione straziante, che fa arrivare l’accusa dritta al cuore.

The girl with the louding voice” del titolo originale è la bambina che vuole diventare maestra, e sa che così può salvare non solo se stessa, ma il suo paese. La sua innocenza è un urlo in difesa della libertà e Abi Daré ha la felice intuizione di farne una narrazione realistica, autentica, con l’uso coraggioso del broken English, l’inglese sgrammaticato di chi non è madrelingua. Con questo stratagemma - accuratamente assecondato dalla bella traduzione di Elisa Banfi - la parola di Adunni acquista una verità espressiva e un’intensità che sono davvero la risorsa più forte di questo libro sconvolgente per la sua testimonianza, e commovente per la sua protagonista, impreparata di fronte ai mali del mondo ma indomita nell’inseguire il suo riscatto, in una lotta che per molte donne come lei è appena iniziata.

 

“Voglio una voce che la sentono forte.”


Francesca C.





Trama

A Ikati, un villaggio nel cuore della Nigeria, il destino delle donne è segnato: passano l'infanzia a occuparsi della casa e dei fratelli più piccoli, vanno a scuola solo per imparare a leggere e scrivere e poi vengono date in moglie al miglior offerente. Ma la quattordicenne Adunni è diversa: ama studiare, scoprire parole nuove per dar voce ai propri pensieri, per capire il mondo, per immaginare un altro futuro. E sogna di diventare maestra, di spiegare alle bambine come, grazie all'istruzione, possano liberarsi della miseria, guardare lontano, cercare la loro strada. Un sogno che però sembra infrangersi la mattina in cui il padre le annuncia di averla promessa a Morufu, un uomo molto più vecchio di lei e con già altre due mogli. Adunni sa che la sua famiglia ha un disperato bisogno dei soldi di Morufu, eppure non si arrende, nemmeno dopo aver compiuto il suo dovere di figlia, nemmeno dopo che una tragedia la obbligherà a scappare a Lagos, dove diventerà la serva di una donna prepotente e crudele. Anche nell'ora più buia, Adunni saprà trovare parole di coraggio e di speranza, parole che le daranno la forza di trasformare il suo sogno in realtà... Un romanzo che esalta tutte quelle donne che ogni giorno lottano per un mondo più giusto. Una storia drammatica ed emozionante, che svela una realtà umana e sociale sconosciuta a molti...




Recensione Libraio

Per le ragazze come me, il futuro è già deciso.
Ma io non mi arrendo nel silenzio.
Cerco le parole per riscrivere il mio destino.
Un giorno troverò la mia voce.


A parlare è un personaggio indimenticabile che dà voce al maschilismo che ancora impera nel luogo dove il romanzo La ladra di parole è ambientato, la Nigeria.

La ladra di parole è l’esordio di Abi Darè, ed è la storia di una giovane nigeriana che a soli 14 anni viene venduta prima come moglie e come schiava. Ma La ladra di parole è prima di tutto la storia di una donna che decide di parlare per sé stessa, di alzare la voce per affermare un diritto, una dignità, una presenza.

“Quando costringiamo le bambine a sposarsi o a lavorare invece che andare a scuola, noi buttiamo via il loro talento, i loro sogni e la loro intelligenza.”

E’ un’affermazione dell’autrice di La ladra di parole che spiega la genesi di questo romanzo rifacendosi all’educazione di sua madre, donna fermamente convinta che più della bellezza vale l’istruzione.
La bellezza passa, l’intelligenza è la strada verso il futuro.

Ed è da qui, dall’istruzione che in Nigeria non è alla portata di tutti, che La ladra di parole parte.
Da un paesino nigeriano sperduto che si chiama Ikati e da Adunni, bambina di questo villaggio dove il tempo sembra essersi fermato e dove le donne sono molto lontane dall’essere istruite.

E’ Adunni La ladra di parole.
Lei ama studiare e sogna di fare la maestra, ma il padre ha promesso di darla in sposa a un uomo molto più grande di lei.
Adunni non può rifiutare, perché il suo futuro marito ha offerto molti soldi alla sua famiglia, soldi di cui hanno un disperato bisogno.
Ma questa piccola Ladra di parole non si arrende e anche se, a malincuore, accetta di diventare la terza moglie di Morufu, non accetta di arrendersi e giunta nella città di Lagos combatte strenuamente per la propria autoaffermazione.



Recensione di Stefania C.




ABI DARÈ

Abi Daré è un'autrice nigeriana che ora vive nell'Essex, in Inghilterra. Daré è cresciuta a Lagos, in Nigeria, frequentando il Vivian Fowler Memorial College for Girls e si è trasferita nel Regno Unito per la sua istruzione superiore. Si è laureata in giurisprudenza presso l'Università di Wolverhampton, conseguendo poi un master in gestione di progetti internazionali presso la Glasgow Caledonian University e un master in scrittura creativa presso Birkbeck. Racconta di aver iniziato a scrivere narrativa su un blog e di essere stata l'editrice della sua rivista ecclesiastica. Daré lavora alla supervisione dello sviluppo di app per una casa editrice.










Altre Informazioni

ISBN:

9788842932932

Condizione: Nuovo
Collana: NARRATIVA NORD
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 372
Traduttore: Banfi E.


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