Non esiste fortezza tanto forte che il denaro non la possa espugnare, diceva Cicerone. Aveva compreso che la guerra, come ogni attività umana, ha enormi risvolti economici, e si presta quindi alla corruzione. Qui si affronta un aspetto mai trattato: la presenza, in quantità statisticamente rilevante, del fenomeno corruttivo nell'esercito impegnato nella Grande Guerra, dagli ufficiali al più basso livello, alle più alte articolazioni politiche e finanziarie. Appropriazioni indebite, "creste" sugli appalti, olio destinato alle forniture antigas regalato a donne per ottenerne i favori sessuali e molto altro...