PREFAZIONE E PIANO DELL'OPERA
Situata al crocevia di importanti aree di ricerca sia accademica che applicata, la chimica organica ha risentito negli ultimi decenni delle profonde trasformazioni che hanno caratterizzato l'intero panorama delle scienze chimiche, adeguandovisi tuttavia secondo cadenze e modalità peculiari e riconducibili in gran parte ai notevoli sviluppi dello scenario tecnologico. Se la forza trainante deriva in gran parte da settori di ampia ricaduta socio-economica, quali la farmacologia, le scienze dei materiali o le discipline ambientali, di non minore rilievo appaiono i progressi in varie branche della ricerca di base, dalla sintesi asimmetrica alla chimica supramolecolare e ai settori analitico e spettroscopico.
Tra i molteplici riflessi di tali sviluppi in campo accademico emerge una sempre crescente attenzione al valore formativo dell'approccio sperimentale, soprattutto in prospettiva di una maggiore esigenza di figure professionali altamente specializzate. In questa nuova direzione si inseriscono le attuali trasformazioni dell'insegnamento della Chimica negli Atenei italiani, secondo cui l'apprendimento dei principi fondamentali, spesso proposti in passato in forma avulsa dal contesto reale, deve avvenire con un maggiore orientamento pratico-applicativo sin dai primi anni del curriculum di studi.Il graduale adeguamento ai modelli europei ed americani di flessibilità dell'offerta didattica favorisce l'introduzione di un numero elevato di corsi o moduli di laboratorio di chimica organica, sia nell'ambito dei corsi di laurea in Chimica e Chimica Industriale che di corsi affini quali Scienze Biologiche o Chimica e Tecnologie Farmaceutiche. Ulteriori incentivi verso una rivisitazione in senso sperimentale dei contenuti della chimica organica sono derivati da Facoltà e Corsi di Laurea di recente istituzione, quali quelli di Biotecnologie e di Scienze Ambientali, in cui l'impatto con la materia è profondamente condizionato dalla necessità di acquisire una adeguata familiarità con le più moderne tecniche di analisi e di caratterizzazione strutturale.
E proprio alla luce di queste considerazioni che è stato concepito il presente testo, diviso in due volumi ma fondamentalmente unitario. Esso non si articola esclusivamente intorno ad una serie di procedure sperimentali, come la maggior parte dei testi di laboratorio di chimica organica, ma parte da un assunto diverso: quello di stimolare l'acquisizione di una sensibilità sperimentale che derivi non solo dalla comprensione dei criteri di applicazione delle tecniche di base della chimica organica, ma anche dalla conoscenza delle proprietà fondamentali delle principali classi di composti organici.Questa impostazione, dettata in gran parte dall'esperienza diretta degli autori, riflette una particolare attenzione ai problemi incontrati dagli studenti dei primi anni nel loro approccio iniziale al laboratorio di chimica organica. Come non è raro il caso di studenti che ignorino il corretto utilizzo di semplici apparecchiature, o i criteri di scelta del sistema eluente in una particolare tecnica cromatografica, o la miscibilità reciproca di due solventi, così è frequente la mancanza di conoscenza delle proprietà di base delle varie classi di composti, quali stato fisico, solubilità, ecc. Quest'ultima lacuna spesso riflette la tendenza a teorizzare le molecole organiche, concepite come un astratto insieme di nuclei ed elettroni. In tale prospettiva, una sezione centrale del primo volume è stata dedicata ad una panoramica delle principali classi di composti organici, volta ad offrire una visione sistematica dei gruppi funzionali in termini di proprietà chimiche, chimicofisiche e spettroscopiche, nell'intento di superare la tradizionale barriera che separa la "chimica sulla carta" dalla "chimica in provetta".
Nella suddivisione della materia si è cercato di sviluppare un percorso ideale lungo l'itinerario che ogni studente segue dai laboratori di