Clarissa è quasi perfetta. Bella, disinvolta, curiosa, sportiva e intelligente è rimasta traumatizzata da ore passate bloccata in ascensore, e vive con la fobia del buio. E’ una paura apparentemente piccola, ma Clarissa ne è condizionata totalmente. Quando i compagni di classe, bulli e arroganti, scoprono il suo segreto, ne fanno tesoro e le giocano scherzi crudeli che diventano anche pericolosi. Clarissa finisce in ospedale.
La paura di Clarissa è paura anche di altri ragazzi come lei, e ha nomi e forme diverse: Diletta non riesce a parlare in pubblico, Ginevra va in panico nei luoghi affollati, Luca ha il terrore di addormentarsi e non svegliarsi più, Flora ha orrore dello sporco, Alessia del disordine, Marco dei rumori troppo forti. La conoscenza delle reciproche fragilità aiuta i ragazzi a trovare conforto, a sviluppare solidarietà, a fare gruppo, e a lavorare sulle proprie paure per usarle a proprio vantaggio.
È questa l’idea che Alex ha insinuato in Clarissa “Non devi evitare la paura del buio, devi utilizzarla”.
Alex è il vicino di casa di Clarissa, ed è un hikikomori, un ragazzo che vive ritirato dalla vita sociale, comunica solo attraverso la rete, chiuso in casa senza contatti con l’esterno. Ma nel suo mondo fa entrare Clarissa che porta la sua freschezza, i suoi racconti strampalati sugli amici, i suoi vestiti colorati, i fermagli per i capelli. Clarissa porta la vita, e insieme porta anche a Alex, abituato a vivere di surrogati, un senso: quello di aiutare i ragazzi, che ormai formano una banda. Lui che è intelligentissimo e allenato a indagare in rete ogni argomento, diventa un“cyber consulente” segreto, tecnologico e iperconnesso.
“Chi riesca a trasformare la propria paura in una qualità può diventare molto forte”.
Tra feste e gite scolastiche, baci sulle panchine al parco e tradimenti di amici, emergono sopraffazioni ma anche alleanze, storie d’amore impreviste, dipendenza da internet e avventure che portano la banda di amici a indagare su un omicidio. Un racconto di un’adolescenza dove tutto è possibile.
Lottare contro il bullismo dando valore al dialogo, alla relazione, quella vera non quella fasulla dei social, diventando un gruppo che conosce la lealtà, la giustizia, la solidarietà, l’amore giovanile: Capobanda di Cinzia Tani è un romanzo acuto, reale e utile, sul mondo degli adolescenti, ma anche su quello degli adulti, che visti attraverso gli occhi dei figli, risultano altrettanto fragili, persi, bisognosi di aiuto, in preda alle proprie insicurezze.
Recensione di Francesca Cingoli