La cagna nera, scritta nel 1895, è una delle meno note opere di narrativa di Alfredo Panzini. È la storia drammatica di un giovane Conte di provincia che, a fatica sottrattosi dalla decadenza morale, assiste, impotente e distratto, al dissesto della propria casa e dell'intero suo patrimonio. Improvvisamente si ritrova ad essere involontario padrone di una inquietante cagna nera, una randagia dagli occhi imploranti che lo trascinerà a poco a poco verso un abisso che comunque evidentemente lo attendeva.