Un viaggio nei conflitti intorno e alle porte d'Europa, tra storie di migrazioni forzate e di vite sconvolte, ma anche di resistenza e irriducibilità davanti all'abominio della guerra permanente, dell'apartheid e delle politiche dell'odio. Dall'Ucraina alla Palestina, senza dimenticare chi scappa dai conflitti in Africa e trova, in Europa, la brutalità delle frontiere blindate, dei respingimenti e della disumanizzazione, Antonio Musella racconta le storie di una violenza sempre più vicina, che bussa alle nostre case e si insinua nelle nostre coscienze. Storie e guerre che si sviluppano in contesti diversi, eppure accomunate dalla difesa di una presunta identità superiore, minacciata da invasori immaginari e alimentata da populismi reali. Storie e guerre di chi a muri, discriminazioni e fanatismi risponde con ponti, inclusione e pluralismo. Nel tempo dell'abominio e della barbarie, degli applausi scroscianti che inneggiano alla razza, il più grande atto rivoluzionario a cui siamo chiamati - scrive Musella - è non piegarci, non diventare l'uguale dicotomico dei portatori di odio, non arrenderci alla fine dell'umanità. Difendere, anche quando vacilla, la misura fragile della dignità.