Non è una storia d'amore: è un incendio che ha imparato a non spegnersi. Milo ha due vite, una che resta e una che brucia. Flora è il suo eccesso, la crepa da cui entra luce e da cui esce tutto. Dieci anni a sfidare il vuoto senza cadere, a rimandare la scelta che chiede un nome, una forma, un futuro. Ma il tempo non è neutrale: prende posizione, pretende. E quando l'amore diventa domanda "dove stiamo andando?" ogni risposta è una ferita. Tra corpi che si cercano e promesse che si sottraggono, tra la sicurezza che consola e il desiderio che divora, Milo e Flora camminano sul bordo di un addio lungo una vita. Perché amare, a volte, non basta. E restare può fare più male che perdersi. Un romanzo feroce e intimo sull'illusione del "per sempre" e sul coraggio, o la paura, di scegliere. Perché certi amori non finiscono: consumano. E quando smettono di bruciare, resta solo da capire cosa salvare dalle ceneri.