Giovan Battista Filippo Basile rappresenta una delle voci più autorevoli nel processo di rinnovamento della cultura architettonica europea del XIX secolo. Un eclettismo sperimentale, dal classicismo al neogotico - atto a superare le astratte idealità stilistiche che avevano ancora largo campo in architettura -, trova in lui una felice rispondenza nella dimensione "ingegneristica" dei processi costruttivi. Come ingegnere capo del Comune, l'architetto è impegnato nel piano di risanamento e ampliamento di Palermo con interventi qualificanti l'assetto urbanistico della città moderna. Aperto all'applicazione scientificamente avanzata di nuove tecnologie in campo costruttivo (l'impiego del ferro) è precursore di una rivalutazione delle arti applicate anche con risvolti sociali. Il piglio militante e di forte tensione ideologica (dalle istanze autonomistiche patriottico-risorgimentali a quelle borghesi e imprenditoriali del nuovo Regno d'Italia) si scandisce in un'infaticabile attività di pubblicista, un consistente corpus di saggi e articoli, e nel materiale didattico, supporto di un radicale rinnovamento nell'attività universitaria in cui è impegnato sin da giovane. Il volume, angolato su più prospettive che diventano dei motivi conduttori intrecciati, prova a restituire questa complessità e la modernità del fare professionale di un protagonista dell'Ottocento europeo.