Giotto, più realistico e poetico di Leonardo
Questo libro si propone di dimostrare l'ipotesi che i commensali dell'Ultima Cena – Gesù compreso – non erano tredici, ma quattordici, perché a quella tavolata sedevano due Giovanni. Il primo Giovanni, figlio di Zebedeo, era uno dei dodici apostoli; il secondo era invece un discepolo di circa dodici anni, orfano di entrambi i genitori, che Gesù aveva accolto con sé tra coloro che lo seguivano, amandolo come un figlio. Quel giovanissimo discepolo – che dalla croce Gesù affidò a Maria – fu colui che successivamente crebbe e visse a Efeso con la madre di Gesù e, alla fine del primo secolo, ottantenne, scrisse il quarto Vangelo, dopo quelli di Matteo, Marco e Luca. Per illustrare la copertina di questo libro con il volto del discepolo che Gesù amava (Gv 13,23) l'autore ha scelto di riferirsi al più realistico e poetico Cenacolo di Giotto, invece che a quello di Leo-nardo, giudicando la figura del Giovanni di Leonardo eccentrica e stravagante, troppo simile alla Gioconda e priva dei requisiti fisici adolescenziali del discepolo che Gesù amava, quali appaiono da numerosi passi del quarto Vangelo di Giovanni. L'ipotesi di questo libro – se ritenuta fondata – potrà comunque tornare utile a molti, ma soprattutto a padri, madri ed educatori, per introdurre i giovani dieci-dodicenni allo studio della religione cristiana e a scoprire ciò che conta davvero nella vita.