Inseguendo Un Sogno - Jonna Walter | Libro Ritter 07/2006 - HOEPLI.it


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jonna walter - inseguendo un sogno

INSEGUENDO UN SOGNO NOI, I RAGAZZI DELLA DECIMA


3 stelle su 5 7 recensioni presenti


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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

RITTER

Pubblicazione: 07/2006








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Altre Informazioni

ISBN:

9788889107126

Condizione: Nuovo
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 260





I vostri commenti al Libro

7 recensioni presenti.

19/08/2006 Di liberodil
1 stelle su 5

Walter Jonna, Inseguendo un sogno: noi, i ragazzi della Decima. Ritter, Milano 2006, pagg. 256, Euro 24. Il volume è un documento di grande interesse storico ed umano, anche perché contiene notizie in parte inedite ed originali sui fatti di un periodo complesso, o meglio tragico, e su coloro che ne furono protagonisti, spesso loro malgrado. Quanto all’Autore, scampato a ben due fucilazioni ed alle tremende campagne di Russia e d’Italia, si può ben dire che sembra proprio uscito dalla leggenda. Anche per questo sarebbe necessario che, in vista di una possibile nuova edizione, il libro fosse fatto oggetto di opportune correzioni: anzitutto, dei troppi errori di stampa, e di quelli che inficiano con particolare frequenza i nomi geografici e di persona, in specie stranieri. Non mancano, poi, gravi sviste circa la realtà storica, che proiettano un ‘immagine di scarsa credibilità sull’intera opera da parte di quanti, in specie per ragioni anagrafiche, non abbiano familiarità con questo momento cruciale della nostra storia. Ad esempio, a pag. 106 si afferma che Firenze fu occupata dagli anglo-americani “nei giorni tra il 19 ed il 22 aprile” del 1945, mentre è notorio che ciò accadde nell’agosto dell’anno precedente, e che durante il duro inverno successivo il fronte si stabilizzò sulla linea gotica dell’Appennino. Del pari, a pag. 169 si riporta un concetto che sarebbe stato espresso durante il processo di Norimberga da Joseph Goebbels, definito “uno dei maggiori imputati”: affermazione non meno falsa, perché il personaggio si era suicidato assieme a tutta la famiglia il primo maggio 1945, proprio per non cadere nelle mani degli Alleati e della loro giustizia. Esistono, poi, diverse inesattezze concettuali che sarebbe parimenti utile correggere. Ad esempio, il trattato di pace non riconobbe nuove nazionalità, ma nuovi Stati, ed i Governi italiani del dopoguerra non furono “conferiti” ai Presidenti di turno, ai quali, caso mai, era stato conferit



05/09/2006 Di gemfast
3 stelle su 5

Segue il commento precedente. .........Esistono, poi, diverse inesattezze concettuali che sarebbe parimenti utile correggere. Ad esempio, il trattato di pace non riconobbe nuove nazionalità, ma nuovi Stati, ed i Governi italiani del dopoguerra non furono “conferiti” ai Presidenti di turno, ai quali, caso mai, era stato conferito l’incarico di formarli. Una carenza funzionale molto avvertita in un volume di storia riguarda il fatto che non sia stato inserito l’indice dei nomi, che sono ovviamente tanti, e che diventa molto difficile reperire in un normale lavoro di consultazione. Si tratta, come è ovvio, di una lacuna da colmare. Trascuriamo altre critiche pur legittime in materia di didascalie e di impaginazione della parte documentaristica ed iconografica perché hanno contenuti professionali più specialistici (basti notare, a titolo di esempio, che il documento riportato a pag. 245 non prosegue nella pagina successiva ma in quella precedente). Infine, un suggerimento: sarebbe congruo che nell’auspicabile nuova edizione trovasse posto una presentazione da parte dell’Associazione Combattenti della Decima, in modo da proporre il volume, non soltanto come pur preziosa e suggestiva testimonianza di un eroico Combattente nel campo dell’onore, ma anche quale doveroso riconoscimento dell’opera, a cura del Soggetto che più di tutti vi dovrebbe essere istituzionalmente preposto.



09/09/2006 Di marinaforlenza
3 stelle su 5

Ho avuto l’onore di leggere il libro “Inseguendo un sogno” di Walter Jonna. E’ stato molto interessante e formativo, perché mi ha consentito di comprendere molte cose attraverso un testimone diretto che ha vissuto da protagonista il periodo più nero della nostra storia. Peccato che la stampa del volume non sia stata seguita dall’Editore con la necessaria attenzione, data la sua grande importanza. Spero tanto che l’Autore possa, in una prossima edizione, sensibilizzare l’attenzione dell’Editore per correggere gli errori, dei quali accludo una prima, non completa selezione qui di seguito. Pagine errore correzione 33 Ruggero Timens Ruggero Timeus 35 von Branchitsch von Brauchitsch 35 Anchinleck Auchinleck 41 Leclerk Leclerc 49,51,55 Rossoseh Rossosc 52,54,69 Gouderian Guderian 53 Zukow Zukov 68 Karkov Kharkov 68 cardio-chilurgiche cardio-chirurgiche 77 Haus Hans 77 Friend ship Friendship 78 Bodoglio Badoglio 82 Darmstad Darmstadt 82 Acquisgrana Aquisgrana 82 Mennheim Mannheim 99 Lauriana Laurana 100 Kesserling Kesselring 102 Granadier Grenadier 105 Comand Command 105 Heilbron Heilbronn 105 Giesse Giessen 108 Guestatori Guastatori 109 Reinis Reims 121 Rue ST Antonio Rue St. Antoine 145 gaulaiter Gauleiter 153 Nemi Nenni 154 uomo qualunque Uomo Qualunque 168 Sicfred Siegfred 184 Oietti Ojetti 194 Sembiase Sambiase Naturalmente questa segnalazione è solo un benevolo suggerimento per nuove edizioni, e non una critica per la lodevole opera. L’Editore deve porre la normale diligenza nelle materie di sua competenza.



14/10/2006 Di carlomontani
4 stelle su 5

Questo libro non è un testo di storia nel senso scientifico della parola, ma una testimonianza di vita e di fede che diventa tanto più suggestiva e coinvolgente in una congiuntura etico-politica come l’attuale, caratterizzata dalla crisi dei valori fondanti di una società civile che si riconosceva nell’amore patrio, nella coerenza, nel senso dello Stato, e prima ancora, nell’onore. Ecco un’esperienza che a più forte ragione deve essere oggetto di apprezzamento e di attenzioni non effimere da parte di chiunque: giovani che vogliano apprendere ed imparare, ma anche meno giovani che possano compiacersi di ricordare. Walter Jonna è stato il più giovane ufficiale italiano volontario nella campagna di Russia, combattente valoroso nell’ansa del Don, scampato fortunosamente alla fucilazione sommaria da parte del nemico, e poi al disastro della ritirata, ma non alle conseguenze del congelamento. Eppure, ancora convalescente, si sarebbe arruolato nella Decima del Comandante Borghese, dove avrebbe onorato fino all’ultimo il giuramento di fedeltà alla bandiera. Catturato dai partigiani nella primavera del 1945, ebbe la ventura di essere messo al muro e di scampare ad una seconda fucilazione sommaria, come l’Autore racconta in pagine che, al pari di quelle sulla guerra in Russia, si leggono con viva emozione. Se non altro per questi episodi ricchi d’avventura, Jonna sembra uscito da una leggenda. A buon diritto, si può ritenere tale quella di cui è stato protagonista ed a cui è stato sempre fedele: tra l’altro, attraverso il suo impegno ai massimi livelli dell’Associazione Combattenti Decima Flottiglia MAS, ed ora, con questa raccolta di memorie e di documenti originali, estremamente interessanti sul piano politico ed umano, ma anche su quello storiografico. L’opera di Jonna, infatti, svolge una precisa ricostruzione di quegli anni plumbei senza facili concessioni ad una polemica che pur sarebbe stata comprensibile, ma nel quadro di una valutazione quasi tacitiana dei fatti e



17/10/2006 Di carlomontani
4 stelle su 5

...............tacitiana dei fatti e delle idee che li avevano determinati, e nello stesso tempo, di un arricchimento informativo volutamente sfuggito alla vulgata storica e politica tuttora dominante. Ad esempio, grande interesse assumono le pagine in cui Jonna illustra l’epopea largamente ignota dei volontari che andarono nel Mezzogiorno a promuovere una “resistenza” contro l’invasore tradottasi spesso nell’estremo sacrificio (come quello nobilissimo di Franco Aschieri e dei suoi commilitoni), e di una larga opposizione che nelle Puglie, in Calabria ed in Sicilia (si pensi alla cosiddetta Repubblica di Comiso) avrebbe manifestato in concreto il suo rifiuto di metodi che non escludevano la fucilazione dei prigionieri italiani, in spregio di ogni convenzione. Ricordi e testimonianze si susseguono in un crescendo quasi rossiniano, alternando la vicenda personale a quella collettiva, ma sublimandone il carattere di grande tragedia in una sorta di trasfigurazione che non implica il rassegnato accoglimento del destino avverso, ma esprime la volontà di trarne, se non difficili lezioni che la storia non è in grado di impartire, la conferma dei valori di civiltà e di onore per cui si immolarono tanti ragazzi della Decima, le Ausiliarie della Repubblica Sociale, e molti altri martiri, primi fra tutti, se non altro per numero e crudeltà delle persecuzioni, gli infoibati della Venezia Giulia e della Dalmazia. Oggi, sessant’anni dopo quelle vicende drammatiche, il giudizio storico aspira ad essere meno partigiano, e per quanto possibile, più aderente alla realtà effettiva, ma la sua maturazione potrà essere tanto più esauriente e significativa nella misura in cui sia suffragata dall’oggettività dei documenti. In questa ottica, un’opera come quella di Walter Jonna diventa a più forte ragione commendevole, perché contribuisce alla conoscenza degli eventi con la forza della partecipazione diretta, ma nello stesso tempo, di un nobile sentire che, pur nel disprezzo dei vigliacchi



17/10/2006 Di carlomontani
4 stelle su 5

.................disprezzo dei vigliacchi e dei profittatori, non indulge a condanne senza appello, fatta eccezione, naturalmente, per quella dell’otto settembre e dei suoi responsabili. Come recita un antico aforisma, se Walter Jonna non fosse esistito, si sarebbe dovuto inventarlo, non tanto per un racconto così “ricco d’avventura” da essere simile ad un romanzo, quanto per avere ribadito, all’alba del nuovo millennio, la perenne attualità dei valori in cui ha creduto e per i quali ha combattuto, recandone tuttora segni indelebili. Ecco un Uomo di cui si avverte il bisogno: non solo per la capacità di rammentare l’esempio di tanti eroi noti e meno noti (da Carlo Borsani, il cieco di guerra ucciso dai partigiani nell’aprile 1945 con una prassi volutamente oltraggiosa, a Carmelo Borg Pisani, campione dell’irredentismo maltese impiccato dagli inglesi con la stessa logica per cui Cesare Battisti e Nazario Sauro erano saliti sulle forche di Francesco Giuseppe), ma prima ancora, per quella di parlare all’anima, e di farlo con linguaggio accessibile e franco. Jonna merita che questo libro sia letto ed apprezzato, anche per le discriminazioni di cui è stato vittima, assieme a tanti altri combattenti della Decima. Basti dire che, a guerra largamente finita, quando fu proposto da un ufficiale superiore per un riconoscimento al valore, relativo ad azioni rischiose e risolutive compiute sul fronte russo, si vide condannato a due mesi di fortezza perché responsabile di avere prestato servizio nella RSI. A margine dei documenti, Jonna ha voluto porre il nobile auspicio di Eschilo, secondo cui “i vincitori si salveranno se rispettano i templi e gli dei dei vinti”. Alla manifestazione meno episodica e più convinta di questo rispetto la sua opera può e deve portare un contributo non marginale, anche perché, vorremmo aggiungere noi, così esigono, per dirla con le parole di Antigone a Creonte, le “alte non scritte ed inconcusse leggi” che vivranno sempre nel cuore degli uomini di b



28/10/2006 Di carlomontani
5 stelle su 5

...... e dei profittatori, non indulge a condanne senza appello, fatta eccezione, naturalmente, per quella dell’otto settembre e dei suoi responsabili. Ecco un Uomo di cui si avverte il bisogno: non solo per la capacità di rammentare l’esempio di tanti eroi noti e meno noti (da Carlo Borsani, il cieco di guerra ucciso dai partigiani nell’aprile 1945 con una prassi volutamente oltraggiosa, a Borg Pisani, campione dell’irredentismo maltese impiccato dagli inglesi con la stessa logica per cui Cesare Battisti e Nazario Sauro erano saliti sulle forche di Francesco Giuseppe), ma prima ancora, per quella di parlare all’anima, e di farlo con linguaggio accessibile e franco. Jonna merita che questo libro sia letto ed apprezzato, anche per le discriminazioni di cui è stato vittima, assieme a tanti altri combattenti della Decima. Basti dire che, a guerra largamente finita, quando fu proposto da un ufficiale superiore per un riconoscimento al valore, relativo ad azioni rischiose e risolutive compiute sul fronte russo, si vide condannato a due mesi di fortezza perché responsabile di avere prestato servizio nella RSI. A margine dei documenti, Jonna ha voluto porre il nobile auspicio di Eschilo, secondo cui “i vincitori si salveranno se rispettano i templi e gli dei dei vinti”. Alla manifestazione meno episodica e più convinta di questo rispetto, la sua opera può e deve portare un contributo non marginale, anche perché, vorremmo aggiungere noi, così esigono, per dirla con le parole di Antigone a Creonte, le “alte non scritte ed inconcusse leggi” che vivranno sempre nel cuore degli uomini di buona volontà.C.M.







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