Ogni mattina, sul treno diretto a San Francisco, il dottor Vincent Ross incontra un misterioso uomo vestito di nero, intellettualmente raffinato e di cristallina eloquenza: Yama Thanatos. Quando Vincent comprende che quel signore è la Morte stessa, la sua esistenza - già logorata dal fallimento professionale, da un matrimonio in rovina e da figli diventati estranei - si apre a un patto impossibile che lo porta a percorrere una parabola di potere, colpa e redenzione in un tempo refrattario a ogni tregua, fino all'estrema ratio, consumata nella grotta dove le vite ardono come fiamme e dove la sua, in un gesto di commovente altruismo, sarà sacrificata con un gesto silenzioso. Attraverso una scrittura intensa e meditativa e toccando un tema di grandissima attualità, Emiliano Montanari trasforma il "fine vita" in un atto di straordinaria delicatezza, offrendo una riflessione profonda sul significato della morte - questa non più antagonista ma interlocutrice - e sulla memoria che lascia, una meditazione sulla responsabilità, sulla comunità e sul mistero di quanto maggiormente si teme nella ineluttabilità della certezza. Un'opera che non consola, piuttosto accompagna il lettore, in estrema trasparenza, lì dove si riesce a varcare il limite del visibile per lasciare una verità che non solo illumina, ma scalda. E resta, ben oltre il confine dell'ultima pagina.