«Questo Inferno non si trova sotto la terra, ma nel profondo della psiche umana».
Per la prima volta nella storia dell’editoria, L’Inferno di Dante viene pubblicato in edizione integrale con un apparato visivo interamente fotografico. A firmare questo inedito viaggio nell’oltretomba è Roger Ballen, artista e visionario geologo dell’inconscio, che con le sue opere ha esplorato le zone più oscure e profonde dell’animo umano.
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Il progetto nasce da un’intuizione di Didi Bozzini, curatore e conoscitore della Commedia, che ha colto la sorprendente affinità tra l’immaginario dantesco e l’universo Ballenesque. «L’Inferno è stato strutturato da Dante come un teatro della meraviglia», osserva Bozzini. «Il ripetuto manifestarsi alla mente di visioni inattese, sconcertanti, spaventose o stupefacenti è esattamente ciò che sostiene l’impalcatura narrativa del poema». Sollecitato a confrontarsi con l’opera del poeta, Roger Ballen ha selezionato sessanta sette fotografie tratte dalla serie The Theatre of Apparitions — un titolo che esprime con immediatezza il legame profondo tra le immagini e il testo. Geologo di formazione, Ballen è, come Dante, un viaggiatore del profondo: entrambi condividono lo stesso gesto radicale — scendere negli abissi, esplorare i livelli nascosti della materia e dell’essere. «Per me — scrive Ballen — la fotocamera è sempre stata la camera oscura, una sorta di finestra nella stanza buia della mia interiorità». È proprio in questo spazio interiore che prendono forma le fotografie realizzate in collaborazione con Marguerite Rossouw. Frutto di un processo creativo intuitivo e stratificato, la stretta analogia tra il subconscio e il sottosuolo è il nucleo stesso della loro genesi.
Ballen mette in scena un “teatro delle apparizioni” in cui, come nell’Inferno dantesco, ogni immagine è al tempo stesso figura e simbolo, presenza e allegoria. Ben lontano da un mero esercizio illustrativo, le fotografie riflettono con forza e originalità un itinerario introspettivo, insieme allegorico e autenticamente vissuto. «Le fotografie scelte per questa versione dell’Inferno sono una combinazione di mondo interiore e mondo esteriore. Si tratta di rappresentazioni che ricreano la realtà torbida e onirica di un regno dell'aldilà», scrive Ballen. «Come i personaggi di Dante, sono gli archetipi tremolanti dell'inconscio collettivo dell’umanità. La mia speranza è che queste fotografie forniscano un percorso per svelare uno dei misteri più fondamentali della vita: cosa accade dopo la nostra morte?»
Ad accompagnare l'uscita del libro, l'omonimo cortometraggio Inferno realizzato dal collettivo di filmmaker Wanderwelle e Roger Ballen, che amplia ulteriormente l’universo visivo e concettuale dell’opera.