La piccola comitiva, formata dai quattro improvvisati escursionisti, avanzava lenta, affaticata e svogliata lungo la ripida via che, da Arvier, conduceva alle frazioni superiori. La strada saliva sempre di più. Si inerpicava ancora e ancora, divenendo ad ogni passo più dirupata e scoscesa. A dispetto dell'ambiente alpino, la temperatura di quel giorno non aiutava nell'ardua impresa. Nonostante settembre volgesse al termine, infatti, tutta la mattinata era stata particolarmente cocente ed afosa, come se il calendario si fosse fermato ad un paio di mesi prima. Con l'altero e superbo sole a farla da padrone nel cielo, anche il pomeriggio si preannunciava piuttosto caldo ed infuocato. Era proprio vero quanto si berciava in giro: le stagioni di una volta non esistevano più...! Si alternavano rapidamente e disordinatamente le une alle altre... Al mare, in montagna, in collina, in pianura... in qualunque posto ci si trovasse... Volenti o nolenti, occorreva abituarsi ad un "nuovo corso"... ad un rinnovato e rigenerato "trascorrere del tempo". Una chiesetta diroccata, quattro amici e un'escursione da favola. L'atroce scoperta del corpo di una ragazza stravolge non solo le loro coscienze ma l'intera vita di un tranquillo e ameno paesino della Valle d'Aosta; inizia così una serrata indagine da parte del Maresciallo Tiburzi, che mai, in tanti anni di onorato servizio, si è trovato a dover affrontare un caso così difficile e pietoso. Dietro la morte della "sconosciuta" vi è una storia complicata, fatta di incomprensioni e silenzi, di fame di vita e di amore, di fragilità ignorata, di "tradimento". Perché non esiste onta più grande del non voler vedere e riconoscere il disagio di un figlio. E nella cecità del cuore non può esserci speranza di salvezza. Un romanzo intenso, un thriller che scuote in profondità ove delitto è solo la punta di un gigantesco iceberg di solitudine e paura.