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ARGOMENTO:  LIBRI > LETTERATURA > POESIA

villon francois; principato a. (curatore) - il testamento e altre poesie
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IL TESTAMENTO E ALTRE POESIE

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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Einaudi

Pubblicazione: 02/2015





Trama

Universalmente considerato come uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, Villon è stato spesso interpretato dai critici e dai traduttori come un poeta maledetto, antesignano degli eroi romantici. Oggi sappiamo che Villon non era affatto un poeta ingenuo e istintivo, che padroneggiava straordinariamente gli strumenti tecnici e retorici della poesia del suo tempo. Però è pur vero che la sua opera contiene in sé un germe di deviazione e di provocazione che va al di là dei generi letterari codificati a cui appartiene. E questo germe ha continuato a svilupparsi nei secoli, fino ai rapper di oggi, come azzarda suggestivamente Aurelio Principato nella sua introduzione, facendo di Villon l'archetipo di una "funzione" poetica che ha attraversato e segnato la storia della cultura occidentale. In questa nuova edizione delle sue poesie più importanti la traduzione è condotta in versi, recuperando il più possibile anche le rime e il tessuto sonoro dei testi. La scommessa è reinterpretare fedelmente Villon restituendone anche la forza ritmica che permette alle sue parole di risuonare fino a noi, e oltre.




Note Editore

Tutte le poesie piú importanti di François Villon – Il testamento, Lascito e le ballate – riprodotte in una traduzione in versi di grande suggestione.
Poeta grandissimo dalla personalità turbolenta e misteriosa, autore di poche composizioni straordinarie, François Villon può essere considerato, al contempo, erede della tradizione goliardica di Cecco Angiolieri e precursore dei poeti «maledetti» dell'Ottocento. I suoi componimenti, in cui non mancano riferimenti alla letteratura classica e alla Bibbia, raccontano storie di castigo e prigione, di morte e pentimento, evocano luoghi e personaggi diversissimi. Mercanti e artigiani, soldati e sbirri, principi e signori, frati e monache, dame e donne di strada sono le comparse predilette della sfrenata galleria umana tratteggiata da Villon, un paesaggio sorprendentemente mosso, perennemente in bilico tra burla e meditazione. «In questa celebrazione della vita e di piaceri poco spirituali – scrive Cesare Segre –, c'è una malinconia vera, un senso di precarietà e di decadenza. Un'allegria sfrenata gremisce quadri pittoreschi sul cui fondo traspare una danza macabra, o pendono gli impiccati in mezzo al paesaggio, come in certe tavole di Bruegel. Sulla caricatura e la parodia, è la melanconia che s'impone».




Prefazione

Uno dei piú grandi poeti di tutti i tempi




Autore

François Villon nasce a Parigi nel 1431 e, rimasto orfano di padre, assume il nome del suo tutore, Guillaume de Villon. Segue gli studi universitari – che completerà nel 1452 – e lavora come scrivano. Nel 1455, nel corso di una rissa, uccide un prete ed è costretto alla fuga. Rientrato a Parigi è coinvolto in un furto al Collegio di Navarra. Questi sono i primi della serie di analoghi episodi che costelleranno la sua vita. Dopo il 1463 non si hanno piú sue notizie. La sua prima opera è Lascito, che il poeta dichiara di aver scritto nel giorno di Natale del 1456, lo stesso del furto del Collegio di Navarra. Nel 1462 compone il suo testo piú famoso, Il testamento. Edizioni tascabili dei suoi versi sono state pubblicate da Bur, Feltrinelli e dal Saggiatore, oltre all'opera completa nei Meridiani Mondadori.










Altre Informazioni

ISBN:

9788806213312

Condizione: Nuovo
Collana: COLLEZIONE DI POESIA
Dimensioni: 183 x 19 x 105 mm
Formato: Brossura
Pagine Arabe: 286
Pagine Romane: XIX
Traduttore: Garibaldi A.


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