Il taglio dell'angelo di Claudio Coletta inizia con quello che, a tutti gli effetti, pare essere il suicidio di un noto biologo.
Il corpo dell'uomo viene infatti trovato impiccato appeso a un gru della metropolitana romana.
Parallelamente a questo mistero, in Il taglio dell'angelo seguiamo anche il dottor Lorenzo Baroldi, primario di medicina, che si ritrova avviluppato tra le maglie della burocrazia.
Fatica a seguire i pazienti come vorrebbe ma non riesce proprio a togliersi dalla mente la morte troppo strana di un giovane immigrato nigeriano.
Questa morte si ricollega ad altre e tutto prende una forma inquietante che guida il lettore tra le ombre de Il taglio dell'angelo.
Il dottor Baroldi infatti inizia a mettere insieme tutti i pezzi di un puzzle quando, sentendo i colleghi riportare di altre morti molto simili a quella del nigeriano, si rende conto che non sono coincidenze.
Le misteriose morti sono accomunate da giovani immigrati africani, uomini in ottima forma fisica che all'improvviso collassano.
E tutto ciò sembra essere connesso al suicidio con cui si apre Il taglio dell'angelo.
Il taglio dell'angelo vede le indagini partire dalle corsie di un ospedale per poi muoversi tra i meandri delle case farmaceutiche, connettendo le sperimentazioni al triste destino degli immigrati.
Un giallo italiano che ha il sapore di Maigret e che vede i protagonisti de Il taglio dell'angelo soppesare la coscienza, la verità, l'attualità.
Recensione di Stefania C.