Il Simbolismo In Italia - Mazzocca F.; Sisi C.; Marini Clarelli M.V. | Libro Marsilio 10/2011 - HOEPLI.it


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mazzocca f.; sisi c.; marini clarelli m.v. - il simbolismo in italia

IL SIMBOLISMO IN ITALIA Padova, Palazzo Zabarella, 2 ottobre 2011 - 27 febbraio 2012

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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Marsilio

Pubblicazione: 10/2011





Trama

"Il simbolismo è stato un grande movimento europeo che, in Italia, ha cambiato il corso della pittura, facendola entrare nella modernità. La forza di questo movimento è stata quella di interpretare e riuscire a rappresentare in pittura, penetrando anche nel territorio dell'inconscio, i grandi valori universali dell'umanità: questa straordinaria avventura artistica verrà ricostruita attraverso i quadri - capolavori ormai entrati nell'immaginario collettivo - dei suoi protagonisti come Segantini, Wildt, Pelllizza da Volpedo, Galileo Chini, Previati, Bocklin, de Chirico, Casorati, Balla, Boccioni, Klimt, Zecchin." (Fernando Mazzocca)




Note Libraio

La mostra di Palazzo Zabarella sulla coinvolgente stagione del Simbolismo mette a fuoco gli episodi che fecero di quello scorcio di secolo un vero e proprio laboratorio della sensibilità moderna, un crocevia di eccezionale vivacità creativa in tutti i campi dell'arte che seppe instaurare singolari analogie fra pittura e letteratura, fra queste e la musica, fra la filosofia e gli stessi comportamenti di intellettuali eccentrici il cui obbiettivo era di far coincidere la vita con l'estetica e le avventure dell'immaginazione.
Organizzato in sezioni tematiche, il percorso della mostra si svolge dagli anni Ottanta del XIX secolo per giungere sino alla vigilia della prima guerra mondiale: un arco di tempo che comprende dunque la crisi degli entusiasmi postunitari e delle certezze maturate in seno al pensiero positivista; l'insorgere delle inquietudini che troveranno espressione nelle poetiche del Decadentismo europeo, alimentate dalla scoperta dell'inconscio e dal suo bagaglio di inedite suggestioni: il sogno, il mito, l'enigma, il mistero; la celebrazione idealista dei valori universali dell'umanità nel momento stesso in cui l'avanzare del progresso scientifico e tecnologico sembrava minacciarli inesorabilmente. Sullo sfondo del manifesto di Jean Moréas del 1886 e del dibattito teorico sostenuto anche in Italia da artisti e letterati in antitesi alle correnti naturaliste e veriste, la mostra documenta con opere fondamentali le diverse 'capitali' di quella stagione simbolista e decadente che giungerà sino alla rivolta futurista.
Per prima Roma, dove il cenacolo di artisti raccolti intorno a Gabriele D'Annunzio e Angelo Conti (Costa, De Carolis, Sartorio) traggono ispirazione dall'arte dei preraffaelliti, la quale favorirà la svolta idealista e la concezione del paesaggio come manifestazione degli stati d'animo; quindi la Milano dei divisionisti, con Grubicy, Previati e Segantini che proclamano un'arte sperimentale nello stile e 'ideista' nei contenuti; infine Torino, dove i temi sociali trattati da Bistolfi e PelliLa mostra di Palazzo Zabarella sulla coinvolgente stagione del Simbolismo mette a fuoco gli episodi che fecero di quello scorcio di secolo un vero e proprio laboratorio della sensibilità moderna, un crocevia di eccezionale vivacità creativa in tutti i campi dell'arte che seppe instaurare singolari analogie fra pittura e letteratura, fra queste e la musica, fra la filosofia e gli stessi comportamenti di intellettuali eccentrici il cui obbiettivo era di far coincidere la vita con l'estetica e le avventure dell'immaginazione.
Organizzato in sezioni tematiche, il percorso della mostra si svolge dagli anni Ottanta del XIX secolo per giungere sino alla vigilia della prima guerra mondiale: un arco di tempo che comprende dunque la crisi degli entusiasmi postunitari e delle certezze maturate in seno al pensiero positivista; l'insorgere delle inquietudini che troveranno espressione nelle poetiche del Decadentismo europeo, alimentate dalla scoperta dell'inconscio e dal suo bagaglio di inedite suggestioni: il sogno, il mito, l'enigma, il mistero; la celebrazione idealista dei valori universali dell'umanità nel momento stesso in cui l'avanzare del progresso scientifico e tecnologico sembrava minacciarli inesorabilmente. Sullo sfondo del manifesto di Jean Moréas del 1886 e del dibattito teorico sostenuto anche in Italia da artisti e letterati in antitesi alle correnti naturaliste e veriste, la mostra documenta con opere fondamentali le diverse 'capitali' di quella stagione simbolista e decadente che giungerà sino alla rivolta futurista.
Per prima Roma, dove il cenacolo di artisti raccolti intorno a Gabriele D'Annunzio e Angelo Conti (Costa, De Carolis, Sartorio) traggono ispirazione dall'arte dei preraffaelliti, la quale favorirà la svolta idealista e la concezione del paesaggio come manifestazione degli stati d'animo; quindi la Milano dei divisionisti, con Grubicy, Previati e Segantini che proclamano un'arte sperimentale nello stile e 'ideista' nei contenuti; infine Torino, dove i temi sociali trattati da Bistolfi e PelliLa mostra di Palazzo Zabarella sulla coinvolgente stagione del Simbolismo mette a fuoco gli episodi che fecero di quello scorcio di secolo un vero e proprio laboratorio della sensibilità moderna, un crocevia di eccezionale vivacità creativa in tutti i campi dell'arte che seppe instaurare singolari analogie fra pittura e letteratura, fra queste e la musica, fra la filosofia e gli stessi comportamenti di intellettuali eccentrici il cui obbiettivo era di far coincidere la vita con l'estetica e le avventure dell'immaginazione.
Organizzato in sezioni tematiche, il percorso della mostra si svolge dagli anni Ottanta del XIX secolo per giungere sino alla vigilia della prima guerra mondiale: un arco di tempo che comprende dunque la crisi degli entusiasmi postunitari e delle certezze maturate in seno al pensiero positivista; l'insorgere delle inquietudini che troveranno espressione nelle poetiche del Decadentismo europeo, alimentate dalla scoperta dell'inconscio e dal suo bagaglio di inedite suggestioni: il sogno, il mito, l'enigma, il mistero; la celebrazione idealista dei valori universali dell'umanità nel momento stesso in cui l'avanzare del progresso scientifico e tecnologico sembrava minacciarli inesorabilmente. Sullo sfondo del manifesto di Jean Moréas del 1886 e del dibattito teorico sostenuto anche in Italia da artisti e letterati in antitesi alle correnti naturaliste e veriste, la mostra documenta con opere fondamentali le diverse 'capitali' di quella stagione simbolista e decadente che giungerà sino alla rivolta futurista.
Per prima Roma, dove il cenacolo di artisti raccolti intorno a Gabriele D'Annunzio e Angelo Conti (Costa, De Carolis, Sartorio) traggono ispirazione dall'arte dei preraffaelliti, la quale favorirà la svolta idealista e la concezione del paesaggio come manifestazione degli stati d'animo; quindi la Milano dei divisionisti, con Grubicy, Previati e Segantini che proclamano un'arte sperimentale nello stile e 'ideista' nei contenuti; infine Torino, dove i temi sociali trattati da Bistolfi e Pelli







Altre Informazioni

ISBN:

9788831710237

Condizione: Nuovo
Collana: CATALOGHI
Formato: Libro rilegato
Pagine Arabe: 304






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