Il primo settembre 1939 l'esercito tedesco attacca la Polonia dando fuoco alle polveri del Novecento. Da quel momento i membri della famiglia Fajans sono costretti a un esodo doloroso nei campi di sterminio nazisti o nei campi di lavoro russi. Salvatore Pireddu racconta la storia vera di Saya, ebreo polacco che dopo molte vicissitudini ricostruisce a Bologna la propria vita. È nell'umile mestiere del sarto che il protagonista si riscopre uomo, perché "cucire significa mettere insieme le trame, aggiustare fa bene alla memoria delle cose rotte".