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ascaride gilles - il peggiore di tutti
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IL PEGGIORE DI TUTTI


4 stelle su 5 1 recensioni presenti


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Dettagli

Genere:Libro
Lingua: Italiano
Editore:

Fernandel

Pubblicazione: 07/2007





Trama

Questo romanzo è la storia tragicomica di un pentimento: il signor Bianco, insegnante in pensione, un uomo tranquillo che vive nella certezza di non aver mai fatto del male a nessuno, scivola improvvisamente in un incubo persecutorio: chi gli augura la morte? Chi lo minaccia dalle vetrine dei negozi? Chi gli manda lettere minatorie? Dal passato del signor Bianco riemerge la figura di un bambino, Jean Petofì, un compagno di scuola di origine ungherese sottoposto alle violenze psicologiche di due capobranco, sostenuti da una classe vigliaccamente succube. Miserie dell'infanzia che tornano a perseguitare il protagonista a distanza di decenni. Riuscirà il signor Bianco a farsi perdonare e a perdonarsi?




Autore

Gilles Ascaride è nato a Marsiglia una cinquantina d'anni fa. Laureato in sociologia, lavora come ricercatore all'università della Provenza. Ha scritto e pubblicato una decina di romanzi, sollevando una certa attenzione in Francia. Ha scritto testi teatrali che sono andati in scena sia in Francia che in Belgio. Da Amori moderni è tratta una pièce teatrale che il Théâtre du Millénaire ha rappresentato con grande successo al festival Off di Avignone nel luglio del 2005.










Altre Informazioni

ISBN:

9788887433883

Condizione: Nuovo
Collana: FERNANDEL
Formato: Rilegato
Pagine Arabe: 192
Traduttore: Battista E.





I vostri commenti al Libro

1 recensioni presenti.

15/07/2008 Di vincenzo.figlioli
4 stelle su 5

Ci sono libri che si scoprono quasi per caso, come se fossero lì ad aspettarti, ben sapendo che una volta avvicinati, difficilmente avresti potuto resistere alla tentazione di leggerli. Cosa che mi è puntualmente capitata con "Il peggiore di tutti" (ed.Fernandel) di Gilles Ascaride. Siamo nella Francia contemporanea, e Bianco é un professore in pensione un po' inetto (alla Zeno Cosini, per intenderci) che comincia a ricevere una serie di lettere e telefonate minatorie, finchè sul muro davanti casa non trova un'inquietante scritta in ungherese. Dai ricordi della sua infanzia, riemerge un compagno di classe, Jean Petofì, vittima designata della violenza fisica e psicologica dei più prepotenti, che mal sopportando la sua educazione e la sua passione per le lettere, lo tartassano costantemente con le loro umilianti angherie. Bianco, comincia a credere - supportato da una serie di inquietanti coincidenze - che possa essere proprio Petofì a volerlo morto a distanza di anni, nel ricordo dell'ultima volta in cui, rivolgendogli la parola, lo accusò di essere "il peggiore di tutti". Nel soffermarsi sul fenomeno del bullismo scolastico, il sociologo Ascaride mette in realtà sotto accusa l'indifferenza generale rispetto alle ingiustizie e la terribile storia di Petofì diventa la metafora di una società timorosa verso i prepotenti e poco solidale verso i più deboli. Non per niente, "il peggiore di tutti" non è il violento vessatore del ragazzino ungherese, nè il suo sadico torturatore psicologico. Ma il compagno di banco vigliacco incapace di prendere le distanze dal branco. Un romanzo che diventa quindi una sorta di operetta morale in cui la profondità dei pensieri forti lanciati dall'autore con un ritmo incalzante, viene a tratti rallentata da alcuni passaggi un po' forzati (dai dialoghi onirici con Dylan Dog alla corrispondenza con una veggente) che non convincono pienamente. In questo, probabilmente, è plausibile pensare che Ascaride abbia lavorato meglio da intellettuale



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