Cartonato con sovraccoperta, ill. a colori. L'essere umano ha da sempre utilizzato monili per distinguersi, per palesare il suo potere, la forza fisica, la funzione sociale e, non ultimo, per proteggersi. Qual è stato il primo ornamento' In questa epoca sono soprattutto le donne ad abbellirsi quotidianamente con i gioielli, ma è l'uomo ad avere ideato e indossato un monile per la prima volta.Quando un anello, con la sua circolarità che avvolge un dito, rappresenta unione e alleanza, si indossa all'anulare della mano sinistra, perché è lì che arriva la vena del cuore".Perché si utilizzavano di preferenza alcune pietre piuttosto di altre' Le corone di re e di statue sacre erano realizzate e "costruite" secondo precise simbologie.Spesso spille, bracciali, collane, cinture, fibbie, eccetera, sono rappresentazioni della natura: animali, piante, fiori, ma anche onde, spirali, intrecci, oppure volti, occhi, zampe, mani.Quale significato nascondono'Per gli antichi ogni metallo rappresentava la "potenza" di un pianeta.La sensazione della durata del tempo è cambiata da quando l'uomo indossa l'orologio.Molti giovani hanno riscoperto i più antichi ornamenti: anellini, chiodi, spesso d'argento, e pietre più o meno preziose, attraversano ovunque i padiglioni degli orecchi e non solo dei lobi, le narici del naso, le labbra, l'ombelico e addirittura la lingua e i genitali. è singolare constatare che, per la prima volta nella storia dell'umanità, assistiamo a "un'involuzione" dell'ornamento corporeo.Tali osservazioni, unitamente alla "gioia per il gioco delle gioie", hanno condotto alla ricerca minuziosa e alla realizzazione "preziosa" di questo volume. Maria Rosaria Omaggio, nota come personaggio del mondo dello spettacolo, è un'appassionata studiosa di antropologia.Ha pubblicato Viaggio nell'Incredibile, saggio con il quale ha vinto, tra gli altri, il Premio letterario Fregene. Il libro L'energia trasparente - Curarsi con cristalli, pietre preziose e metalli, tradotto e pubblicato in vari Paesi, è alla quattordicesima edizione in Italia. C'era una volta, c'è sempre e ci sarà ancora, Premio Chiantino 1999, ha segnato il suo debutto ufficiale nella narrativa."