"Il destino è segnato, non si cambia, o forse sì. La prima impressione nel prendere in mano il romanzo del francese Gregory Samak, Il libro del destino, è quella di trovarsi al cospetto dell'ennesimo libro di fantastoria, fatto coi se, e in più tirando in ballo Adolf Hitler. Un lisergico Philip K. Dick, ne La svastica sul sole, aveva immaginato un mondo dove la seconda guerra mondiale l'avevano vinta i tedeschi. Samak se ne figura uno in cui un ebreo torna indietro nel tempo per ammazzare il Fuhrer, cambiando chissà come il corso della storia." Libero