Cartonato con sovraccoperta, ill. colori e b/n. L'orologio da polso visto come l'espressione più matura nella storia della misurazione meccanica del tempo, e dunque come conclusione di un percorso che inizia da molto lontano, si evolve lentamente e arriva alla sua massima espansione nel corso del ventesimo secolo: è questo l'argomento centrale del nuovo libro della De Agostini dedicato all'orologeria, curato da due esperti del settore, nonché colleghi della redazione di OROLOGI, Paolo De Vecchi e Alberto Uglietti. Insieme, hanno già pubblicato la Guida Compact De Agostini dedicata al collezionismo di orologi da polso, concepita con finalità e criteri editoriali propri di uno strumento agile e di immediata consultazione.
Ne Il libro completo degli orologi da polso, invece, siamo di fronte a uno strumento profondamente diverso, sebbene in alcuni casi i contenuti finiscano, naturalmente, per toccarsi. Introdotto da interessanti pagine di storia dell'orologeria, dove vengono ripercorse le tappe fondamentali che hanno portato alla nascita e allo sviluppo dell'orologio meccanico, e in particolare dell'orologio da polso, il corpo centrale del volume è occupato da ampie monografie dedicate alle più importanti Case orologiere e, ovviamente, ai loro modelli più rappresentativi. La trattazione, in entrambi i casi, tiene conto sia della storia passata che di quella moderna, presentando gli orologi che hanno reso famoso un marchio e quelli che ne rappresentano la produzione attuale; contemporaneamente, il testo racconta le vicende più lontane nel tempo, legate all'origine del marchio, soffermandosi sullo sviluppo successivo e sugli orientamenti che, via via, hanno finito per caratterizzarne la filosofia e, in molti casi, la specializzazione in un genere orologiero piuttosto che in un altro. Ne risulta, ovviamente, una panoramica ampia e molto differenziata, della quale fanno parte Case di grande tradizione - da Audemars Piguet a Breguet, Cartier, Jaeger-LeCoultre, Patek Philippe, Rolex, Vacheron Constantin e così via -, ma anche una serie di realtà moderne di straordinario interesse, quali Daniel Roth, De Bethune, F. P. Journe, Franck Muller, Parmigiani Fleurier, Richard Mille, Roger Dubuis. E poi i grandi marchi storici dell'orologeria svizzera - da Girard-Perregaux a IWC, Longines, Omega, Zenith - affiancati dai due maggiori rappresentanti dell'orologeria tedesca, che negli ultimi dieci anni hanno riportato ad altissimi livelli la tradizione sassone: A. Lange & Söhne e Glashütte Original. Complessivamente sono rappresentate ben 51 Case orologiere; considerando il corredo fotografico di ciascuna di esse, dunque, si intuiscono il significato del sottotitolo del libro, "1001 modelli che hanno fatto la storia", nonché la centralità dell'oggetto-orologio, che, alla fine, è il grande protagonista di questo volume, inquadrato all'interno delle singole storie delle Case e all'interno della grande storia dell'orologio da polso nel ventesimo secolo e in questo inizi