Il Giustino è l'unica opera di Carlo Goldoni per la quale ci sia giunto il manoscritto autografo. Ma, curiosamente, è anche l'unico lavoro di cui l'autore non fa menzione nei suoi scritti autobiografici. Difficile quindi ricostruire le date di composizione e prima rappresentazione di questa tragicommedia. Gli unici dati certi dicono che fu scritta per la compagnia del Teatro di San Samuele e che a interpretare il ruolo principale fu Antonio Vitalba, come testimoniato in una lettera da lui indirizzata, molto tempo dopo, a Francesco Vendramin. Nonostante tutto, è possibile collocare la prima rappresentazione del Giustino nella stagione 1737-1738 e, sebbene l'opera non possa essere considerata tra i capolavori di Goldoni, tuttavia dovette suscitare qualche interesse tra gli spettatori, se è vero che negli archivi rimane testimonianza di sue rappresentazioni anche negli anni successivi. L'opera narra la storia dell'ascesa al trono di Giustino I il quale, nello spazio di un solo giorno, da umile contadino diviene imperatore d'Oriente. Ispirata a un libretto secentesco di Nicolò Beregan, la tragicommedia si scosta dalla realtà storica, seppure quasi tutti i suoi protagonisti trovino riscontro in altrettanti personaggi vissuti nella prima metà del VI secolo.