Ricordare, etimologicamente, significa "riportare al cuore". E l'autore riporta al cuore, in particolare, due anni della sua fanciullezza segnati da momenti difficili, forse i più difficili e risolutivi della sua crescita. La storia è ambientata negli anni '50 a Sant'Elia a Pianisi, un paese con i suoi vicoli tagliati tra fette di ombra. Giuseppe vive col nonno paterno e con la madre, una delle 15 giovani vedove della campagna di Russia, con le loro vesti nere inchiodate sulla carne. Penelopi di un'Itaca dimenticata che tessono la loro tela di nostalgie e interminabili attese. La madre di Giuseppe custodisce, ben ordinati, in un comò i panni del marito. È convinta che il suo giovane sposo, con i capelli che s'inanellavano al vento, è ancora vivo. Giuseppe si rende conto di questa speranza assurda, ma non può far nulla di fronte alla realtà che è davanti ai suoi occhi. Di suo padre non conosce nulla se non quella foto appesa alla parete che ogni giorno la madre pulisce con un panno accarezzando i ricordi. Il libro si conclude con un finale imprevedibile che il lettore scoprirà, nella sua suggestiva e dolente dolcezza.