Tra Catania, Letojanni e isole di vento, una donna attraversa la sua vita, seguendo la scia degli odori e della luce. In quadri brevi e sensoriali, la memoria si fa paesaggio. Al centro, una stella polare: Tommaso, fratello-angelo, complice di giochi e silenzi, presenza che non svanisce e a cui ogni tuffo resta dedicato. Crescendo, l'autrice impara a nominare il dolore e a coltivarlo fino a trasformarlo, educando il cuore al passo giusto. Il giardino interiore è un memoir luminoso e feroce, un romanzo di formazione in cui la bellezza non cancella le ferite ma le attraversa, fino a rifiorire. Una lingua viva, tattile, che profuma di cocco e mela verde, di mare e carta, e che invita il lettore a entrare, senza paura, nell'ultima stanza del proprio giardino.