Se la sua storia finisse a Troia, Ulisse sarebbe l'archetipo del perfetto leader strategico, l'astuto artefice del famoso cavallo. Ma l'Odissea racconta un'altra verità: nel viaggio di ritorno verso Itaca l'eroe perde tutto - compagni, navi, rotta. Ogni tappa è una lotta tra desiderio e limite, tra soluzioni geniali e clamorosi errori, suoi e dei compagni. Le vicende di Ulisse parlano ancora a chi guida persone e organizzazioni in contesti complessi e in continua trasformazione. Anche oggi i leader incontrano ciclopi che negano l'ascolto, sirene che garantiscono accesso alla conoscenza assoluta, figure che tentano di incantare e sedurre con i vantaggi promessi dalla tecnologia e dalle nuove forme di intelligenza. Tutti, prima o poi, si trovano davanti a una scelta dolorosa, come Ulisse tra Scilla e Cariddi. Il leader contemporaneo compie due viaggi. Il primo, eroico, fatto di prestazioni e gloria; il secondo, più profondo, che richiede misura, responsabilità, capacità di confrontarsi con le proprie illusioni e di rinunciare al controllo assoluto. Questo libro insegna a utilizzare le difficoltà come trampolino di lancio per un cambiamento consapevole. Il ritorno ha senso solo se il viaggio ci ha trasformati.