Questo volume ricostruisce criticamente l'esperienza del Bluestocking Circle, movimento intellettuale femminile sorto nell'Inghilterra del Settecento. Attraverso un approccio interdisciplinare che unisce teoria femminista, storia letteraria e studi sulla traduzione. L'autrice analizza come le donne abbiano costruito la propria autorialità in un contesto di esclusione, sfruttando strategie discorsive, reti culturali e pratiche editoriali. Il testo si articola in tre sezioni: la prima esplora le forme con cui le scrittrici affermavano la propria voce nonostante l'invisibilità storica; la seconda indaga la rete delle Bluestockings come laboratorio culturale transnazionale; la terza esamina il ruolo delle traduzioni italiane nel veicolare e trasformare tale autorialità. Ne emerge una visione dinamica dell'autrice come soggetto storico, capace di sfidare norme patriarcali e ridefinire il canone.