Questo volume contiene la traduzione italiana del Baculus daemonum, 'Il bastone dei demoni', raro testo afferente al genere demonologico, composto nel 1618 dal canonico regolare lateranense Carlo Olivieri, il quale, anche per mezzo di quest'opera stampata a Perugia da Marco Naccarino, si inserì nel solco della tradizione propagandistica operata dal suo Ordine a favore di sant'Ubaldo di Gubbio, connotandola in chiave prettamente esorcistica. Ciò fu possibile grazie all'impegno profuso da religiosi, quali Stefano Serva (autore della Vita Sancti Ubaldi del 1520), Gabriele Fiamma e Tomaso Garzoni, ma soprattutto dallo stesso Olivieri nella duplice veste di scrittore e di esorcista, in quanto mosso da una profonda devozione verso il proprio patrono, ma anche dal sostegno ricevuto da parte sia delle autorità religiose locali, sia della nobildonna perugina Isabella Brancaleoni degli Ansidei, cui è dedicato il libellus. Nella fattispecie, questo si configura quale strumento ecclesiastico utilizzato per scacciare gli spiriti maligni dagli ossessi e allo stesso tempo per diffondere la conoscenza di questo particolare carisma ubaldiano.