Che cosa hanno in comune Joseph Smith e Nicolas Notowich? Chi, come e perché traduce La Rochefoucauld in Verduriano o Shakespeare in Klingon? In che modo la traduzione alimenta valori, saperi, norme e credenze - dalle religioni alla letteratura, dallo spiritismo alla psichiatria, dai videogiochi all'antropologia? In un itinerario tematico attraverso la storia sociale della modernità, questo saggio circoscrive l'immaginario del tradurre come una pratica simbolica che investe progetti spirituali e ideologici, tecniche intellettuali e modelli discorsivi, tradizioni ermeneutiche e comunità ludico-emotive. A partire dall'analisi di specifici documenti testuali, linguistici e visuali, il volume fornisce un contributo inedito alla morfologia dei processi traduttivi nel loro intreccio con la memoria collettiva: dalla pseudotraduzione all'invenzione del sacro, dai fenomeni glossolalici alle traduzioni utopiche fino ai miti dell'iconografia e della scrittura etnografica. Sei indagini traduttologiche sul mondo, per scoprire come la traduzione continua a trasformare la storia della realtà, a riorientare le forme culturali dell'esperienza.