In questo libro dal contenuto principalmente teorico e riflessivo, Giovanni Formichella presenta ai suoi lettori un aspetto estremamente interessante del filosofo: quel camminare costante, caratterizzato da un certo senso di smarrimento. Smarrimento che non implica comunque la rinuncia alla ricerca, ma che, proprio come rappresentante del travaglio interiore del filosofo, riesce a descrivere il suo modo di misurarsi con il mondo e con il dolore che la stessa presenza nel mondo genera. L'autore ci accompagna nella conoscenza di varie figure di rilievo, tra cui Agostino, Platone, Socrate, Giordano Bruno e altri loro colleghi illustri, tutti "frontalieri" in un modo o nell'altro, tutti concentrati su nodi difficili da sciogliere, che vanno dal rapporto tra finito e infinito a tensioni più o meno dirette verso la verità. Con estrema chiarezza e mantenendo alta l'attenzione del lettore, questo libro diventa una guida verso la conoscenza e la riflessione, sui tempi passati ma anche su un presente a tratti travagliato e difficile da capire.