Pur nell'ironia, tagliente a volte, che percorre queste scene di vita accademica, s'avverte un curvarsi qui e là del tono, un farsi sommesso che denuncia la malinconia. Ljudmila Shtern è oggi esule e le storie entro le mura dei Dodici Collegi (così è chiamata l'Università di Leningrado dal nome dell'antico palazzo che la ospita) hanno il timbro e la dolcezza del ricordo. Raccontano i guasti dell'ambizione gaglioffa di un accademico in un ambiente nel quale sembra valere quel detto: «una bella menzogna? Attenzione siamo nel campo della creatività». E nel quale però uomini e donne sono creativi lo stesso, con piccole, obbligatorie bugie.