Un libro che è come uno scrigno: tre diari personali e universali, uniti dalla voce poetica di Cribari e da una delicatezza squisitamente umana, dove troverete simboli e legami, nodi invisibili. Il tema dell'ascolto, della sosta, dell'erranza, parole come insonnia, casa, alba. Incontri fatti in piazza, storie di una civiltà distante, piccoli paesi d'Appennino, schegge di sguardi e impressioni di viaggio; un atlante dei luoghi perduti. Quello che resta è l'attrazione incorreggibile per il reale, che è propria della scrittura che non si fa per piacere o compiacersi ma per una sorta di luminosa disperazione. Un diario si scrive per salvarsi.