All'indomani dell'8 settembre, in un paese "abbandonato a s?, senza armi, senza capi, tradito", un giovane artista lascia in citt? la moglie e un figlio appena nato, per unirsi a un piccolo gruppo di partigiani in montagna. Il romanzo ? il fedele resoconto di questa scelta: i primi cauti contatti, la distribuzione delle armi, i turni di guardia, gli scontri a fuoco, i rastrellamenti, il pensiero della morte che non d? tregua. "Riuscir? a non avere paura?" si chiede il protagonista "trover? la serenit? di rischiare tutto, magari di essere fucilato?" Con uno stile asciutto e gi? neorealistico, Vigevani registra la ferocia delle imboscate, l'infamia dei delatori, le vilt? dei possidenti in fuga, i dubbi e gli ardori di un ventenne borghese confrontato con la necessit? di uccidere e di salvare la pelle. Ripubblicato da Endemunde a 70 anni dall'inizio della Resistenza, "I compagni di settembre" restituisce al lettore di oggi "l'aria, il tono e la passione di quelle giornate tremende" (Franco Fortini) e, in Appendice, l'irripetibile felicit? che traspare dalle cronache della Liberazione, scritte da Vigevani per "l'Avanti!" tra l'aprile e il maggio del '45.