Un graphic novel per ricordarci quanto facilmente normalizziamo le azioni più atroci che oggi l'umanità compie, una riflessione sul linguaggio, su come sia semplice ridefinire eventi disumani attraverso le parole per renderli addirittura necessari e auspicabili, ossimori che distruggono vite e comunità. Zezelj ci porta in un territorio in guerra, in un tempo sospeso, dove Vanja e Vanja, un ragazzo e una ragazza, sono amici. Fugaci momenti di condivisione, di affetto, la voglia di gioco, di vivere nonostante tutto, saltando sulle macerie del mondo. È solo una guerra giusta, una delle tante, perché viviamo in un presente di guerre giuste, di genocidi giustificati, di realtà virtuali, di urla silenziose. Come scrisse Fellini, nella prefazione a una delle prime opere di Zezelj: «Mi affascinano di Danijel Zezelj le sue prospettive, il modo in cui riesce ad esprimere attraverso le sue storie e i suoi personaggi il senso della malinconia, di qualcosa di fatale che incombe.»