332 ill. Ci sono voluti vent’anni, tra studi, ricerche e mostre, per ricollocare Giovan Battista Ferrari nel posto che gli spetta all’interno della pittura lombarda dell’Ottocento, per ricostruirne il profilo biografico e artistico e avviare la catalogazione generale delle sue opere.
Il progetto sotteso alla riscoperta di Giovan Battista Ferrari è stato ampio e articolato, e ha rappresentato un’occasione per contribuire agli studi sulla pittura bresciana dei secoli XIX e XX, ponendo l’attenzione sui contesti, e in particolare sui sistemi dell’arte.
Il catalogo dedicato a Ferrari mette in luce i legami profondi tra Giobatta e la pittura romantica tedesca di paesaggio, che la Scuola di Monaco introdusse nell’ambiente artistico milanese alla fine della prima metà del secolo XIX, proponendo una nuova rappresentazione della natura più coerente con le concezioni di sé e del mondo che andava affermando la nuova classe dirigente: la borghesia capitalistica.